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Wed, 23 Jul 2008 08:00:00

CALA L’INFORMAZIONE CARTACEA, CRESCE SUL WEB – di Camillo Giulia




Al calo delle vendite negli USA, segue il forte ridimensionamento italiano. I dati sulle vendite dei periodici rivelano che i costi in aumento della pubblicità incidono sulla diffusione dei giornali; perché allora non sostenere ed investire, finalmente, sui giornali in rete?




E’ recente lo shock portato dalla notizia dell’ulteriore, importante calo registrato dalla diffusione dei maggiori quotidiani negli Usa, quando in Italia giungono i dati sull’industria dei giornali e che, seppure preoccupanti per i media diffusi in forma cartacea, riescono a prospettare anche aspetti positivi.

Mentre, infatti, il maggior calo di diffusione è stato individuato nei media, che gli editori chiamano "spazzatura", come le copie distribuite fuori dei mercati di riferimento o diffuse gratuitamente (basta ricordare che Metro sta tagliando posti di lavoro e pianificando di incrementare l’impegno nell’online), la Nielsen annuncia che l’audience dei lettori dei giornali in rete è fortemente cresciuta; infatti più dell’80 per cento dei giornali sul web, per tempestività e possibilità di approfondimento, hanno registrato, a giugno, un aumento di accessi rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso. 

In più, se i giornali perdono lettori, presentano ancora buoni margini di profitto, cosa che consente loro di investire dove c’è bisogno, su internet, dove, come si è visto, i lettori effettivamente crescono.

La maglia nera della carta stampata va ancora una volta ai settimanali. A prescindere, infatti, dai numeri e dalle percentuali che contraddistinguono questo fenomeno di “crisi” (che a noi non appassionano e, pertanto, non riportiamo), la notazione più importante da fare è che non sono settimanali fatti dall'oggi al domani a soffrire, ma giornali o meglio grandi testate (D di Repubblica, Gente, Venerdì di Repubblica, Sorrisi e Canzoni Tv, Settimanale Dipiù, Tu, Oggi e Famiglia Cristiana), il che dimostra una generale disaffezione verso questo tipo d’informazione.

Vanno un po’ meglio, invece, i mensili che risentono meno della concorrenza dei portali web. Bene Espansione, Fox Uomo, Silhouette Donna, Come stai, Airone, Campus e Max. Fra chi perde più copie, invece, Al Volante, Starbene e Ok, la salute prima di tutto.

Uno sguardo ai quotidiani: in leggero incremento, tra gli altri, Tuttosport, La Gazzetta dello Sport, ItaliaOggi, Avvenire. Meno bene, invece, il Corriere della Sera, Il Corriere dello Sport, Il Giornale, Il Messaggero, Repubblica, Sole-24Ore e Libero.

Il problema del modello economico pare sia quello dell’incremento dei prezzi della pubblicità. Ma se la pubblicità non permette di sopravvivere, come guadagnare soldi?

Il web d’informazione a pagamento deve ancora misurarsi con il mercato. Insomma la rete ha dimostrato di essere una potente strategia per l’aumento del numero di lettori, come spiegano gli editori, ma, d’altra parte, ha contribuito, e non poco, alla flessione delle vendite dell’informazione cartacea.

Dati che spingono la Fieg a chiedere l’intervento del nuovo Governo con investimenti concreti per le innovazioni tecnologiche e con l’istituzione di un Fondo per la nuova occupazione e la multimedialità.

Ci auguriamo che tale appello venga raccolto dall’attuale maggioranza, con l’apporto, se possibile, anche dell’opposizione, che anche sul web come da sempre sulla carta stampata, sta registrando una presenza massiccia.


Camillo Giulia – Italia chiama Italia

Fonti:

-  dati Ads, la media mobile maggio 2007-aprile 2008;
- dati Fieg (Federazione italiana degli editori dei giornali).


















































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