Wed, 08 Oct 2008 08:00:00 Caro Ermanno, hai ragione: la carta stampata è in forte crisi in tutto il mondo - di Camillo Giulia
Il crollo del diffuso di quotidiani e periodici in Italia si aggrava sempre più, a fronte di una crescita costante dell'infomazione tramite web e tv. In Italia difficoltà anche per giornali di partito
Solidarietà al Manifesto, ma non denaro, da Adriano Celentano
Leggi anche Il futuro della stampa italiana nel mondo? E' il web - di Ricky Filosa
Caro Ermanno,
a stretto giro, faccio riferimento al tuo “sacrosanto” articolo (L'informazione on-line: pane caldo e croccante senza il quale la circoscrizione estero non avrebbe senso - di Ermanno Filosa) sul presente e, soprattutto, sul futuro dell’informazione, nel quale hai inteso citare i miei recenti “pezzi”pubblicati sul tema.
In particolare, in essi avevo rilevato - sia pure con un forte e sincero rammarico e nostalgia per le entusiasmanti ed indimenticabili esperienze giovanili fatte sulla “carta stampata” (Panorama, Gazzetta del Sud ed altri) - che in Italia, ma anche in tutto il mondo occidentale, i dati confermano, mese dopo mese, una vera e propria “crisi” del diffuso di quotidiani e periodici, a fronte invece di una vistosa e generalizzata crescita di quella che viene fatta dai portali (come il nostro Italia chiama Italia) attraverso il web.
Ma proprio per avvalorare questa nostra tesi, riporto l’aggiornamento delle rilevazioni sulla diffusione, che indica - per limitarci ad alcuni tra i maggiori quotidiani - le variazioni percentuali in netta diminuzione 2007-2008 : Corriere della Sera 4.4, La Repubblica 4.9, Il Sole 24 Ore 2.9, La Stampa 0.3, Il Giornale 7.5, Libero 4.7, Il Secolo XIX 1.5, Il Gazzettino 0.5, Il Tirreno 0.1, Unione Sarda 0.7, Giornale di Sicilia 2.4, Gazzetta del Sud 4.2.
E' poi di questi giorni la notizia che l'assemblea dei giornalisti del quotidiano torinese La Stampa ha proclamato tre giorni di sciopero, dopo che l'azienda ha comunicato ai redattori che non si sarebbe impegnata a garantire per il 2009 i livelli retributivi previsti dal contratto nazionale di lavoro relativamente agli integrativi aziendali; in sostanza, si tratta dei 3 mila euro a titolo di aggiornamento professionale, che moltiplicati per i circa 220 giornalisti, porterebbero ad un risparmio di 660 milioni di euro per l'azienda.
Senza trascurare l’invito ad “un'immediata marcia indietro del governo sul fronte dei tagli all'editoria che mettono a rischio la sopravvivenza di numerose cooperative e giornali di partito, dal Manifesto alla Padania, da Europa al Secolo d'Italia” rivolto dalla Federazione nazionale della stampa al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega per l'editoria, Paolo Bonaiuti, che sarà ascoltato alla Camera e al Senato sul regolamento elaborato in materia di contributi pubblici al settore.
Per finire con l'annuncio ufficiale che “Il Manifesto sta agonizzando”. Di crisi ne ha incontrate molte, ma adesso, conferma Valentino Parlato, questa è la crisi peggiore di tutte. I suoi 60 redattori non ricevono lo stipendio da tre mesi. Si cercano 4 milioni di euro.
Per questo, quel buontempone - cantautore eccelso, ma predicatore…fasullo - che è Adriano Celentano, pare abbia mandato un messaggio di solidarietà ai redattori del Manifesto dicendo “vi leggo, non vorrei che, improvvisamente, non ci foste più”. Certo il suo gesto ha ottenuto un titolone a sei colonne, ma lui non ha versato un euro, quando il giornale invece ha bisogno di milioni di euroni, non di parole… Adriano canta bene, ma predica male e, soprattutto, non...razzola per niente!
Naturalmente, quanto accade nei mass media non fa piacere a nessuno, tantomeno a noi, operatori dell’informazione, ma la realtà è sempre più evidente: la carta stampata registra momenti di pesante e costante “crollo”, surclassata e superata da web e tv e ciò per ovvi motivi, legati ad una tecnologia galoppante che diffonde le notizie via cavo e via etere con un’immediatezza oramai irraggiungibile da parte della cara, ma vecchia comunicazione cartacea.
Di tutto ciò tutti se ne sono resi conto, tranne le Istituzioni; speriamo che anche loro aprano le menti, gli occhi, il computer ed anche il portafoglio, e comincino a supportare, adeguatamente, come auspichi anche tu, caro Ermanno, l’informazione che corre sul web, ovvero il futuro, nostro e dei nostri figli. Alla prossima.
Camillo Giulia - Italia chiama Italia
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