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Home / Italia / Cgil: sciopero generale il 12 dicembre. Ognuno pensa a sè, mentre l'Italia è bloccata - di Gabriele Polizzi
Wed, 12 Nov 2008 14:51:00

Cgil: sciopero generale il 12 dicembre. Ognuno pensa a sè, mentre l'Italia è bloccata - di Gabriele Polizzi


Guglielmo Epifani, segretario Cgil


Sciopero generale della Cgil il 12 dicembre. Lo ha deciso il direttivo dell'organizzazione sindacale che ha votato un dispositivo finale con la data della proclamazione dello sciopero generale. Sacconi: "Cgil è isolata"

di Gabriele Polizzi



Non bastavano gli scioperi di questi giorni a bloccare l'Italia da Nord a Sud. Non sono bastate le scene a cui abbiamo assistito nei maggiori aereoporti italiani: code di 60, 70 metri, bivacchi improvvisati di poveri disgraziati che non hanno potuto prendere l'aereo e sono rimasti a terra, per ore, senza preavviso, senza nessuno che li avesse avvertiti in tempo, senza nessuno che desse loro una qualsiasi spiegazione.

Mentre il governo lavora al pacchetto anti-crisi, la Cgil si inventa uno sciopero generale, previsto per il 12 dicembre. La decisione è stata presa dal direttivo dell'organizzazione sindacale che ha votato un dispositivo finale con la data della proclamazione dello sciopero generale contro la politica economica e sociale del governo.

"Quello che è accaduto ieri sera, se confermato, è gravissimo, una cosa senza precedenti": sono parole di Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, che così ha commentato ha notizia dell'incontro di ieri sera a palazzo Grazioli, fra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, alcuni ministri, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e i segretari di Cisl e Uil Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.

Oltre a chiedere "un immediato incontro con il governo", Epifani annuncia una lettera ai leader di Cisl e Uil e al presidente di Confindustria con la quale chiederà conferma dell'incontro di ieri sera, che, se confermato, "apre un problema formale nei rapporti con le altre organizzazioni sindacali e con la Confindustria".

"Il presidente Berlusconi dimostra così di non avere alcun rispetto nei confronti dei suoi interlocutori, quando esprimono opinioni diverse dalle sue", si legge in una nota del sindacato. 

Di fronte a questa crisi, "il governo non prevede momenti formali di confronto con tutte le parti sociali, mentre quelli 'riservati' li tiene solo con alcuni soggetti, escludendo la Cgil, l'Ugl e tutte le altre rappresentanze di impresa", denuncia la Cgil. "Nei confronti della Cgil è un comportamento particolarmente grave perché abbiamo inviato al governo e alle altre parti sociali una piattaforma con le proprie proposte per affrontare la crisi - ha aggiunto Epifani - Con questo atteggiamento il governo esprime, così, la volontà di non aprire un confronto con la Cgil". 
Intanto dall'incontro di ieri sera i sindacati sono usciti divisi  sulla riforma dell'universita'. Lo confermano oggi Cisl e Uil, che hanno siglato un documento contenente le loro principali richieste per il settore, mentre la Cgil ha abbandonato il tavolo di confronto prima di apporre la firma. Cisl e Uil riferiscono che la Gelmini si e' impegnata a sottoporre il documento al vaglio dei ministri dell'Economia Giulio Tremonti e della Funzione pubblica Renato Brunetta, che ne dovranno valutare le compatibilita' economiche. Inoltre, i sindacati ribadiscono che domani incontreranno a Palazzo Vidoni il ministro Brunetta. Se arriveranno risposte positive alla loro richieste verra' revocato lo sciopero di venerdi' sull'universita'. I punti che piu' stanno a cuore ai sindacati riguardano la stabilizzazione del precariato del personale tecnico-amministrativo, dei ricercatori e dei docenti dell'Afam (alta formazione artistica e musicale), l'alleggerimento dei tagli al turn-over e alle risorse finanziarie, l'apertura di un tavolo di confronto per concordare le linee del ddl di riforma dell'universita' e migliorare il decreto pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. "

Riguardo l'"isolamento" della Cgil, si attende un commento dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Ma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, si è già espresso sul comportamento del movimento sindacale: ''C'è un problema sostanziale, altro che incontri informali. Il problema è che la Cgil si è isolata dalla altre organizzazioni, non ha sottoscritto il primo documento sulla modifica del modello contrattuale, che invece è stato condiviso da Cisl, Uil e Confindustria''.

La Cgile, spiega Sacconi, "si è sottratta alla responsabilità di firmare l'accordo quadro per l'impiego pubblico - ha aggiunto Sacconi - come si è sottratta all'accordo sul commercio, come purtroppo sta facendo in molte circostanze. Spero che intervenga una riflessione all'interno di quella organizzazione, perchè il fatto di isolarsi da tutti gli altri attori sociali non puo' non generare riflessioni sulla linea seguita fin qui. Rifletta la Cgil sul fatto di mettere veti su tutto. Gli incontri informali avvengono continuamente, sono nella prassi delle relazioni industriali''.

Insomma, la confusione è totale, ognuno pare pensare solo a sè e non all'interesse generale, non a quello del Paese. In fondo, nulla di nuovo sotto il sole...


Gabriele Polizzi - Italia chiama Italia


















































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