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Italia in recessione: nel 2009, pil -1,0%. Ma la crisi è mondiale: Bush, "lavoreremo insieme"
Sat, 15 Nov 2008 12:41:00 Italia in recessione: nel 2009, pil -1,0%. Ma la crisi è mondiale: Bush, "lavoreremo insieme"
 Emma Marcegaglia, presidente Confindustria |
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E' "la recessione più lunga dal dopoguerra", afferma Confindustria che sottolinea come sia anche la "più grave perché comune a tutte le maggiori economie industriali dentro e fuori dall'Unione Europea" con "segni preoccupanti di rallentamento dai Paesi emergenti". GUARDA IL VIDEO
La situazione dell'Italia, ma non solo, è peggiore di quanto si potesse pensare. Per quanto riguarda l'economia del Paese, è più che mai crisi. Peggio: è recessione conclamata. E' il Centro Studi di Confindustria a dare la notizia e ad aumentare l'allarme: riviste al ribasso le previsioni di crescita, con un Pil che quest'anno segnerà una riduzione dello 0,4% che diventerà ancora più profonda nel 2009, segnando una contrazione dell'1%. Una doccia fredda, che comunque potevamo aspettarci, anche se le precedenti stime, seppure negative, erano meno pessimiste: indicavano un Pil a -0,2% e -0,5% rispettivamente nel 2008 e nel 2009. Secondo Confindustria, si tratta della "recessione più lunga dal dopoguerra", la "più grave perché comune a tutte le maggiori economie industriali dentro e fuori dall'Unione Europea"; in più, esistono "segni preoccupanti di rallentamento dai Paesi emergenti". Per rispondere a questa crisi come si deve, c'è bisogno di più investimenti, e devono calare le tasse sui redditi più bassi. ''Non sono piu' rinviabili misure di rilancio dell'Economia'', avverte Confindustria nel comunicato con il quale rende note le nuove stime di crescita per l'Italia e nel quale chiede che ai governi nazionali di sostenere ''la domanda attraverso investimenti pubblici, riduzione delle imposte sui redditi bassi e agevolazioni agli investimenti per le imprese''. Inoltre - viene spiegato - ''e' cruciale l'azione gia' intrapresa per evitare il credit crunch'', cioe' la crisi del credito dovuta alla scarsezza di liquidita'.
Davanti a questa drastica situazione, "la Cgil chiede misure eccezionali". A dirlo è il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani secondo il quale "di fronte a questo scenario il governo sta sbagliando: avrebbe il dovere di aprire il confronto con tutti, organizzazioni sindacali e parlamento, perché a crisi eccezionali si risponde con risposte eccezionali e non con incontri separati, opponendo veti e isolando". Insomma, a Epifani brucia ancora l'essere stato escluso dall'incontro con il governo, e non smette di dire la sua. Del resto, perchè dovrebbe? ''La responsabilita' della rottura dell'unita' sindacale ce l'ha il governo che non volendo discutere con la Cgil ha fatto un atto illiberale''. ''Cisl e Uil si sono prestate a questo veto e questo mi dispiace. Anche Marcegaglia - ha continuato il leader Cgil - ha fatto pero' un grave errore. Ma io insisto a dire che ci vuole trasparenza e un tavolo di confronto vero perche' i problemi del paese richiederebbero unita' e non tentativi di divisione''.
E della crisi economica a livello mondiale si è parlato anche al G20, in corso in queste ore. Ai venti leader mondiali riuniti con George Bush arriva il messaggio di Barack Obama, nel discorso del sabato che da oggi sbarca anche su Youtube. Il presidente eletto, che non ha voluto prendere parte al summit, si e' detto felice che Bush abbia avviato l'iniziativa "perche' la nostra crisi economica globale necessita di una risposta globale". Poi ha rivolto l'attenzione alla grave situazione di crisi dell'economia americana, chiedeno al Congresso di muoversi gia' dalla prossima settimana verso l'approvazione di un pacchetto di interventi per il rilancio economico, che tra le altre cose rafforzi gli interventi in favore dei disoccupati. Ma ha voluto comunque concludere con un messaggio di speranza: "Non bisogna fare errori: questa questa e' una delle piu' gravi crisi economiche dei nostri temi, e per quanto la strada di fronte a noi sara' lunga ed il lavoro duro, so che possiamo uscire da questa scrisi perche' in America sappiamo sempre risalire la china, in qualsiasi situazione difficile". E lo sforzo per uscire dalla recessione potra' anche essere "l'occasione per creare nuovi posti di lavoro, rafforzare il nostro ceto medio e mantenere la nostra economia competitiva nel 21esimo secolo".
Ma intanto con la crisi c'è da fare i conti nella vita reale: secondo l'Adusbef, sarù un Natale "nerissimo" sul fronte dei consumi "destinati a calare del 7,9% perché almeno 3 famiglie su 4 taglieranno le spese". Questo anche perchè il 74,1% degli oltre 34 miliardi di euro che arriveranno tra circa un mese nelle tasche degli italiani andrà in fumo "mangiato da tasse, bolli, canoni e mutui". Le famiglie italiane sono sempre più indebitate: dai 622 miliardi di euro del secondo trimestre dell'anno scorso ai 643 del secondo trimestre 2008. L'unica buona notizia, che potrà dare un po' di sollievo, arriva dal fronte fiscale. Non ci sarà l'Ici da pagare.
Italia chiama Italia

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