Tue, 18 Nov 2008 07:50:00 Università e ricerca: ci sono i fondi? - di Antonio Gabriele Fucilone
"Questo "carrozzone" ha eroso fondi pubblici che avrebbero potuto essere risorse per cose più serie, tra cui la ricerca"
di Antonio Gabriele Fucilone
A chi dice che si sono spesi pochi soldi per l'università e la ricerca, io replico dicendo che non è vero. Infatti, lo Stato ha elargito molti fondi all'università. Il problema è il fatto che questi fondi vengano spesso spesi male. Ciò è dovuto al fatto che lo Stato elargisca questi fondi, senza dare alcun indirizzo specifico e prescindendo dai risultati. E così, con "cotanta opulenza piovuta dall'alto", le "baronie" hanno potuto fare quello che volevano (anche in barba alla meritocrazia), sono stati creati dei nuovi plessi universitari e corsi inutili e spesso frequentati da un solo studente e fatti più per mantenere i "baroni" e i loro amici. Il risultato? Questo "carrozzone" ha eroso fondi pubblici che avrebbero potuto essere risorse per cose più serie, tra cui la ricerca. Per questo, dico che è buona la politica attuata da questo governo e dai ministri Gelmini e Tremonti sull'università. In questi tempi di crisi non ci si può più permettere una spesa "allegra", come quella che si faceva in precedenza.
Questa nuova politica permetterà un maggiore disimpegno da parte dello Stato e farà in modo che nel finanziamento dell'università e della ricerca ci sia un maggiore spazio per le FONDAZIONI PRIVATE. Faccio un esempio spicciolo per fare capire un po'questa razionalizzazione. Se fino ad oggi lo Stato versava 100 Euro all' università, con questa razionalizzazione ne verserà solo 50 ed il resto proverrà da sovvenzioni erogate dalle fondazioni o da enti simili. Io credo che tutto ciò possa essere molto positivo.
Infatti, le fondazioni non faranno come lo Stato, che dava i soldi "alla cieca", ma faranno in modo che i soldi da esse elargiti vengano impiegati per scopi (come la ricerca) e TENENDO CONTO DEI RISULTATI. Gli effetti positivi saranno i seguenti: 1) Con un suo maggiore disimpegno di fondi verso l'università, lo Stato potrà impiegare più risorse per risolvere i problemi reali del Paese, come la crisi finanziaria, la questione delle infrastrutture, alcune situazioni degli italiani all'estero, la sicurezza e le riforme. 2) Le "baronie" verrebbero contrastate, dato che le fondazioni continueranno ad investire i loro soldi nei progetti delle università SOLO SE QUESTI DARANNO I RISULTATI. Quindi, si obbligheranno le università a fare una MAGGIORE MERITOCRAZIA. 3) Tenendo conto del fatto che le fondazioni non elergiranno fondi "alla cieca" ma solo per uno scopo (come ad esempio la ricerca sul cancro o su malattie degenerative come il morbo di Parkinson)le università dovranno stare più attente e non sprecheranno più i soldi in corsi inutili. 4) Le fondazioni faranno da "ponte" tra università e mondo del lavoro. Esse metterebbero in contatto le università con enti come ospedali (ad esempio, la Clinica "Hesperia" di Modena, la l'Ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza" di San Giovanni Rotondo, l'Ospedale San Raffaele di Milano, l'Ospedale Maggiore Policlinico "Mangiagalli", sempre di Milano) e centri di ricerca, come l'Istituto Nazionale di Fisica nucleare. Le fondazioni sono quindi vere e proprie risorse. Qui in Italia ve ne sono molte e sono impegnate in scopi sociali e di ricerca. Esempi di ciò sono la Fondazione BAM (Banca Agricola Mantovana), la Fondazione "AC Milan", la Fondazione "Giovanni Agnelli", la Fondazione CARIPLO (Cassa di Risparmio delle Province Lombarde), l'Associazione delle Fondazioni delle Casse di Risparmio Piemontesi e la Fondazione Marzotto. Oltre alle fondazioni vi sono anche organi storici o legati alla Chiesa, come le diocesi, il Sovrano Ordine di Malta, l'Ordine Passionista di San Gabriele dell'Addolorata, quello Salesiano o quello Mauriziano.
Per concludere, io penso che possano fare solo bene una maggiore presenza di enti simili ed un minore impegno nelle università di fondi da parte dello Stato. Da una parte, lo Stato potrà risolvere i problemi prima citati e dall'altra si potrà avere un'università che faccia della vera ricerca e con più meritocrazia.
Chi manifesta contro tutto vuole solo che resti lo status quo, con tutte le storture (che possono diventare abusi, come la cooptazione) che ho prima citato.
Antonio Gabriele Fucilone - Italia chiama Italia
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