Sono stati tutti rinviati a giudizio i sei imputati per il rogo alla ThyssenKrupp, dove il 6 dicembre del 2007 a Torino morirono 7 operai. L'amministratore delegato, Harald Espenhahn, risponderà di omicidio volontario. Questa la decisione del gup Francesco Gianfrotta al termine dell'udienza preliminare. L'udienza è fissata per il 15 gennaio 2009 alle 9 in corte d'Assise, dove per la prima volta approderà un processo per morti bianche.
''Dalla magistratura arriva quel segnale importante e positivo di impegno dello Stato contro gli omicidi bianchi che si aspettava''. Cosi' il segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero commenta i rinvii a giudizio per i morti alla ThyssenKrupp.
''Proprio nel giorno in cui il lavoro uccide ancora indiscriminatamente a Bologna - rileva Ferrero - il rinvio a giudizio disposto dal gup di Torino per i 6 imputati e per l'azienda accusati della morte dei 7 operai uccisi nel rogo alla ThyssenKrupp rappresenta davvero quell'atto concreto di impegno da parte dello stato di cui il paese e il mondo del lavoro avvertivano profondamente il bisogno. Un segnale tanto piu' forte in quanto era la prima volta che la procura chiedeva il rinvio a giudizio per omicidio volontario, cosi' come e' la prima volta che si arriva a un rinvio tanto delle persone fisiche che della società''.
''Per la prima volta in Italia una Corte d'Assise discutera' di morti sul lavoro: e' una occasione storica, speriamo che rappresentera' davvero uno spartiacque e che tante cosa cambieranno in questo paese, a cominciare dai comportamenti di quelle imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza sul lavoro''. Lo dice Antonio Boccuzzi, sopravvissuto al rogo del 6 dicembre 2007 e oggi deputato del Pd, dopo aver appreso la notizia del rinvio a giudizio dei sei imputati per il rogo della Thyssenkrupp.
Boccuzzi aggiunge che ''da oggi tante persone vittime di incidenti sul lavoro o i familiari di chi non e' sopravvissuto guardano alla causa contro la Thyssen con la speranza di vedere riconosciuti i propri diritti e quelli dei propri cari''.