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Home / Italia / Droga: spinello a 16 anni per 11% ragazzi italiani, occhio a test fai da te
Wed, 19 Nov 2008 08:08:00

Droga: spinello a 16 anni per 11% ragazzi italiani, occhio a test fai da te




"La richiesta dei test fai da te è diffusa in tutto il Paese. Ma la diagnosi precoce non può essere lasciata al fai da te o assegnata alla famiglia"




Ragazzini italiani alle prese con i primi spinelli. In media, nell'ultimo mese il 4,5% dei giovanissimi di 15 anni e l'11,1% di quelli di 16 anni ha consumato cannabis, secondo i dati diffusi oggi a Roma alla presentazione della Relazione annuale 2008 dell'Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze. "La media europea è dell'11% a 15-16 anni", precisa Silvia Zanone, del Dipartimento politiche antidroga, in occasione della presentazione della Relazione 2008 dell'Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze (Oedt). Ma non c'è solo la cannabis: a insidiare i giovanissimi arrivano le mini-dosi di coca a prezzi stracciati, anfetamine ed ecstasy (provate nell'ultimo anno da 2 milioni e 2,5 milioni di europei tra i 15 e i 34 anni).

E se Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla droga, sottolinea come "i dati mostrino una stragrande maggioranza di giovanissimi che dice no alle droghe", gli stessi esperti registrano "la grande richiesta da parte dei genitori di Nord, Centro e Sud Italia dei test per capire se i figli hanno fatto uso di cocaina, anfetamina, metanfetamina, marijuana e oppiacei". Mamme e papà che si trasformano in emuli di Sherlock Holmes e cercano campioni da analizzare, per fugare il sospetto che qualcosa non va, armati dei kit disponibili in laboratori e farmacie. In alcuni casi - e non senza polemiche - 'regalati' dall'amministrazione comunale ai genitori.

"La richiesta dei test fai da te è diffusa in tutto il Paese. Ma la diagnosi precoce non può essere lasciata al fai da te o assegnata alla famiglia. Si tratta - sottolinea Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga - di analisi complesse, proprio come le possibili conseguenze di una scoperta di positività. Le ripercussioni per la famiglia possono essere pesanti, dunque occorre garantire un supporto e un counselling". La gestione di questi test deve essere corretta. "Scoprire presto che il proprio figlio si droga è utile per mettere fine al problema in tempi rapidi. Ma questi test - ribadisce l'esperto - vanno fatti in ambulatorio, filtrati e gestiti da esperti. E soprattutto su base volontaria". Insomma, non funziona affatto il 'furto' del campione da esaminare. "Il ragazzo deve essere d'accordo, anche perché - conclude Serpelloni - in questi casi un rifiuto è già una risposta".


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