La Procura di Treviso ha aperto un'inchiesta per far luce sul caso di un neonato a cui i medici hanno staccato la spina perchè affetto da gravissime malformazioni. La rivelazione è stata fatta ad un convegno da una dottoressa.
Lorenzo D'Avack, giurista e vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica, giudica "legittimo" l'intervento dei medici di Treviso che, come rivelato ieri da una dottoressa, hanno deciso interrompere le terapie a un neonato con gravissime malformazioni, lasciando che il piccolo morisse tra le braccia della madre. "Se si ravvisa una forma di accanimento clinico - ha spiegato D'Avack a La Repubblica - e si ritiene che sia futile e inutile proseguire nelle cure, il fatto di non intervenire mi sembra legittimo".
Dopo aver precisato di voler "conoscere meglio i fatti", D'Avack spiega che "il punto cruciale da accertare è la presenza o meno dell'accanimento terapeutico. Che in questo caso, e soprattutto trattandosi di un bambino così piccolo, mi sembra del tutto evidente. La definizione di accanimento terapeutico - aggiunge D'Avack -, che può essere controversa in un adulto per implicazioni psicologiche e di scelte personali, non lo è nel caso di un neonato di 5 giorni dove l'elemento clinico è del tutto chiaro".
Secondo il giurista in questo caso non si deve parlare di eutanasia: "Io parlerei - dice D'Avack - di interruzione di cure, perché ormai inutili e futili".
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