Thu, 27 Nov 2008 07:38:00 Il vigile pagato a gettone - di Roberto Pepe
"Questa finalità remunerativa è simile alla consuetudine di porre a budget gli introiti delle multe previste, ponendo un target da raggiungere (per es.: dai semafori killer) pagando, inoltre, percentualmente la ditta appaltatrice degli stessi semafori"
di Roberto Pepe
Una delle più gravi azioni in antitesi col sacro principio dello Stato di Diritto, perpetrata da un'Amministrazione locale contro i cittadini è stata la disposizione che premia il Vigile Urbano con un ammontare calcolato percentualmente sulle contravvenzioni effettuate. Questa trovata va contro qualsiasi concetto di giustizia reale in una moderna società, declassandola a livello tribale primitivo. L'azione di commisurare una pena a qualsiasi livello: che si parli di una semplice multa, fino al fermo giudiziario, va gestita in maniera asettica, senza vincoli, senza spinte emotive di carattere remunerativo, nel solo rispetto della prassi giuridica e nel rispetto della legge da personale adeguatamente preparato che abbia prestato giuramento all'istituzione pubblica (e quindi non da apprendisti vigilini).
La ricompensa al vigile per il compimento di un'azione legale (tale è una multa) ha la stessa valenza di un testimone pagato per testimoniare. E' come se un giudice fosse ricompensato per ogni condanna inflitta, anziché per il suo normale lavoro svolto. Tale impostazione trasforma il vigile urbano in un cacciatore di taglie, anziché essere un tutore che aiuti a prevenire illegalità, come prevede la legge. Così, anziché svolgere, il Vigile, il ruolo del difensore, garante delle esigenze del cittadino, l'azione di controllo pagata col "gettone" potrebbe spingerlo ad avere una diversa finalità personale, creando le premesse di un interesse privato in atti pubblici...
Questa finalità remunerativa è simile alla consuetudine di porre a budget gli introiti delle multe previste, ponendo un target da raggiungere (per es.: dai semafori killer) pagando, inoltre, percentualmente la ditta appaltatrice degli stessi semafori.
Tutto ciò è un assurdo costituzionale legalizzato da condannare.
Roberto Pepe - Italia chiama Italia
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