"Di questa autostrada voglio parlare più specificatamente del tratto Salerno-Reggio Calabria. Questo tratto autostradale è più lungo (442,9 Km), non è a pedaggio (in quanto gestito dall'ANAS) ed è quello che negli anni ha avuto maggiori problemi"
Oggi voglio tornare sul tema, parlando di un'infrastruttura ben nota, l'Autostrada A3 Napoli-Reggio Calabria. Di questa autostrada, il tratto Napoli-Pompei fu completato il 22 giugno del 1929 mentre quello tra Pompei e Salerno fu completato il 16 luglio 1961. Il 13 giugno del 1974 fu completato il tratto Salerno-Reggio Calabria, per certi versi quello più noto.
Questa autostrada ha rivoluzionato il traffico nel sud dell'Italia. Essa tocca tre regioni (Campania, Basilicata e Calabria) e le province di Napoli, Salerno, Potenza, Cosenza, Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Questa infrastruttura ha tolto dall'isolamento molte zone di questa parte del nostro Paese e ha velocizzato lo spostamento di persone e merci da e per la Sicilia.
Di questa autostrada voglio parlare più specificatamente del tratto Salerno-Reggio Calabria. Questo tratto autostradale è più lungo (442,9 Km), non è a pedaggio (in quanto gestito dall'ANAS) ed è quello che negli anni ha avuto maggiori problemi. Chi ha avuto occasione di transitare su quell'autostrada conosce bene gli inconvenienti che essa presenta. Per la cronaca, io ho viaggiato molte volte su di essa e posso dire di conoscerla abbastanza bene.
Questa autostrada è consta di due corsie per ogni carreggiata ed è sprovvista di corsie d'emergenza. Inoltre, negli anni, sull'autostrada venivano fatti continui lavori che rendevano il transito poco agevole. A complicare le cose fu anche il tracciato stesso.
Ad esempio, il tratto appenninico compreso tra gli svincoli di Lauria Nord e Frascineto-Castrovillari è molto tortuoso.
Esso consta di tredici gallerie naturali (Fossino, Bosco Selvaggio, Laria, Colle Trodo, Madonna della Catena, Colle di Mormanno, Donna di Marco, Ospedaletto, Cillarese, Cerreta, Colloreto, Torrente Romagna e Colle Vaccaro), due artificiali (Salviera e Cavalera) e molti viadotti, uno dei quali (il viadotto Italia) attraversa il fiume Lao ad un'altezza di 264 m sopra il livello del corso d'acqua ed altri tre attraversano il fiume Battendiero. Questa soluzione ingegneristica fu scelta per attraversare il valico di Campotenese, in provincia di Cosenza. Ciò creò il problema della tortuosità del tracciato ed il pericolo di esporre i veicoli al vento laterale che può creare non pochi problemi, specie quando ci sono viadotti gli imbocchi e agli sbocchi delle gallerie, come in questo caso.
Situazioni simili sono presenti anche sui tratti tra Cosenza Nord e San Mango d'Aquino e tra Bagnara Calabra e Scilla.
Nel 1999 si procedette a fare dei lavori di ammodernamento e messa in sicurezza dell'autostrada. Questi lavori sono stati migliorati e resi molto più efficienti e celeri dalla "Legge Obiettivo" del 21 dicembre 2001. Essi consistono nell'ampliamento della sede autostradale, il cui tracciato verrà rettificato grazie alla costruzione di nuovi ponti, viadotti e gallerie. Non mancarono però i problemi.
Infatti vi furono ritardi da parte della ben nota burocrazia e vi furono anche numerosi sequestri di cantieri che fecero manufatti scandenti, quindi poco sicuri per la viabilità, forse anche per infiltrazioni della criminalità. Nel 2005 avvenne il dissequestro. Grazie alla "Legge Obiettivo" sono stati fatti passi da gigante. Si è praticamente ammodernato il 75% del tratto campano. Ad esempio, è stata completata la tratta compresa tra gli svincoli di Sicignano degli Alburni e di Atena Lucana, con la realizzazione di nuovi viadotti, di tre nuove gallerie (Tanagro, Costa Incoronata e Lontrano) e con il widening di quelle esistenti (Castelluccio, Baldassarre ed Intagliata).
A monte di questa tratta (tra Salerno e Contursi) sono state realizzate altre quattro nuove gallerie (Monte Vetrano I, Monte Vetrano II, Serra Lunga e Saginara) ed è stato fatto il widening della galleria Rufoli. Anche molta parte del tratto cosentino è stato ammodernato, con l'alesaggio della galleria Serra Spigola ed il rifacimento dello svincolo di Cosenza. Ad oggi, vi sono molte aree dell'autostrada che sono già cantierizzate, come quella sulla Costa Viola, compresa tra gli svincoli di Gioia Tauro e Scilla. Qui si è posto un problema poichè verrà relizzata una nuova sede autostradale (con le nuove gallerie naturali San Filippo, Santa Lucia, Barritteri, Fontanelle, Bagnara, Cacciapuiu, Vardaru, San Giovanni, Feliciusu, Muro, Brancato, Costa Viola e Santo Stefano e quelle artificiali Iropo e Quartaro) con conseguente dismissione di quella attualmente in esercizio.
A tale proposito, la Regione Calabria, con l'Assessore all'Urbanistica Michelangelo Tripodi, ha proposto di non demolire il tracciato ma di trasformarlo in parte in un PARCO SOLARE (per l'approvvigionamento di energia elettrica) ed in parte in una via di collegamento intercomunale. La proposta dell'assessore è interessante anche se ritengo che non sia l'unica.
Sarei favorevole a riconvertire la vecchia sede autostradale come parte di un tracciato per una nuova ferrovia, magari ad Alta Velocità, cosa richiesta dal senatore Giovanni Pistorio (Movimento per l'Autonomia) che denunciò l'assenza di questo tipo di ferrovia nel sud dell'Italia.
Come alternativa, vedrei bene la vecchia sede dell'autostrada A3 riqualificata come via di collegamento con il futuro Ponte sullo Stretto di Messina. Con questo scritto vi è anche il video su Youtube in cui l'assessore Tripodi illustra la sua proposta e che mostra la situazione della galleria San Giovanni (in parte demolita nella canna in direzione nord) e del viadotto Sfalassà.
L'autostrada A3 può diventare anche una risorsa in molti campi e creare posti di lavoro che in un'area come il nostro Mezzogiorno sono come "manna dal cielo".