Da cortei a occupazioni, gli studenti continuano a manifestare. Intanto il ministro dell'Università , Mariastella Gelmini, parla di "svolta nel sistema universitario", ma l'opposizione frena e definisce il provvedimento "senza coraggio". GUARDA IL VIDEO
Gli studenti continuano a manifestare contro il governo. Un gruppo di studenti ha fatto irruzione all'interno dell'aula magna della Sapienza a Roma dove il rettore Luigi Frati aveva appena terminato il suo intervento per l'apertura dell'anno accademico. La cerimonia è stata così interrotta.
Sul palco è stato steso uno striscione ("Che di tagli non si muoia più: vergogna!") mentre Frati, che aveva appena terminato il suo intervento, ha abbandonato la cerimonia da una porta laterale, apostrofato dagli studenti al grido di "buffone". "Non c'e' niente da inaugurare" è il coro che scandiscono gli universitari. Che annunciano: "I cancelli all'esterno della città universitaria sono stati chiusi per non fare entrare altri manifestanti che cercano di sfondarli dall'esterno".
Dura la replica di Frati: "Fascisti sono quelli che non fanno parlare la gente. Io lo so bene perchè sono figlio di partigiano. Io sono quello di sinistra, non il pariolino che si veste da rivoluzionario".
Nel frattempo si è sciolta la manifestazione degli studenti delle scuole superiori romane in piazza della Repubblica. Pochi i partecipanti al corteo che da piazza Barberini hanno raggiunto la piazza ed hanno poi rinunciato a proseguire la protesta senza quindi raggiungere il ministero dell'Istruzione così come era stato programmato. "Oggi la manifestazione è andata male - dice Tito Russo uno degli organizzatori rappresentante dell'Unione degli studenti - 'colpa' della pioggia e del poco tempo che hanno avuto alcune parti del movimento per organizzarsi".
Un centinaio di studenti ha protestato anche sotto palazzo Grazioli, la residenza romana del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Gli studenti, al grido 'vergogna' e 'buffone', hanno voluto denunciare, è stato spiegato, in merito alla vicenda dello studente morto a Rivoli "la gravità delle parole di Berlusconi, che ha voluto ridurre vergognosamente a fatalità quello che è stato invece la conseguenza tragica di anni di tagli alla spesa sociale nel paese". Infine un gruppo studenti ha occupato l'ufficio scolastico regionale del Lazio.
Intanto il Senato ha approvato il decreto Gelmini sull'Università, il provvedimento passa ora all'esame della Camera. A favore hanno votato le forze di maggioranza (Pdl e Lega), contrari Pd e Idv. Non ha partecipato al voto l'Udc.
Il ministro dell'Università, Mariastella Gelmini, parla di "svolta nel sistema universitario", l'opposizione frena e definisce il provvedimento "senza coraggio". Al centro del dibattito parlamentare la conversione in legge del decreto-legge dal titolo "Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca". Dopo la contestazione studentesca delle scorse settimane, che ha più volte sottolineato come il decreto non affronta la questione del cosiddetto baronato universitario, questa mattina in commissione Cultura al Senato sono state apportate alcune modifiche al testo del decreto che sarà votato entro l'11 dicembre.
"Per la prima volta - dichiara il ministro Gelmini - le carriere dei docenti non saranno legate a scatti automatici ma, come previsto dagli emendamenti approvati in commissione, al merito ed alla ricerca effettivamente svolta". In base alle modifiche apportate in VII commissione i docenti universitari che non si dedicheranno all'attività di ricerca saranno esclusi, a partire dal primo gennaio 2011, dagli scatti biennali" in busta paga e costituiranno un peso per gli atenei di appartenenza: verranno infatti esclusi "dalle ripartizioni dei fondi Prin", i Progetti di ricerca di rilevanza nazionale. Gli ignavi non potranno neppure fare parte delle commissioni di concorso per il reclutamento dei docenti e dei ricercatori.
Dall'altra parte, l'opposizione attacca su tutti i fronti. Secondo Mariapia Garavaglia, ministro ombra per l'Istruzione "con questo decreto, purtroppo, si perde un'occasione di miglioramento per gli atenei italiani". E va oltre. "L'esecutivo - continua la senatrice del Pd - è riuscito con abilità mediatica a far prevalere l'idea di decreto innovativo e che, con lo strumento del sorteggio, si metta un forte argine al problema del reclutamento e dei concorsi per l'accesso alla docenza nell'università". E riguardo al merito "su cui il ministro Gelmini si è speso in continuazione in un profluvio di interviste". "In che modo - si chiede la Garavaglia - esso viene valorizzato, quando l'Anvur, lo strumento attraverso il quale già adesso si potrebbero dare valutazioni fondate e, appunto, di merito, non è stato attivato dal ministro?".