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Home / Italia / Non è più reato obbligare un bambino ad elemosinare per strada: lo dice la Cassazione - di Angela Ronchini
Tue, 02 Dec 2008 08:15:00

Non è più reato obbligare un bambino ad elemosinare per strada: lo dice la Cassazione - di Angela Ronchini




"Noi preferiamo pensare ad un errore temporaneo di valutazione, altrimenti insieme alla Carta dei Diritti del Fanciullo, dobbiamo pensare che anche gli insegnamenti e le battaglie di Maria Montessori siano state vane"

di Angela Ronchini


C'erano una volta i diritti dei bambini, l'Unicef, la tutela dei minori, gli sforzi per l'integrazione, la schiavitù e chi più ne ha più ne metta: c'erano una volta e non ci sono più. Una ben oliata macchina del tempo, chiamata Corte di Cassazione, ha riportato le lancette del tempo e della logica indietro, molto indietro nel tempo. Infatti non è più considerato reato e sfruttamento di minore e riduzione in schiavitù, obbligare un bambino ad elemosinare per strada, a soli 4 anni: secondo la Suprema Corte di Cassazione ciò rientra “nelle tradizioni culturali e di vita”, per cui si ritiene giusto che un bambino invece di essere all'asilo sia costretto, ops, vada in strada a chiedere l'elemosina con il caldo, il freddo, il vento e la pioggia, perché è di etnia rom e questa è la loro tradizione!

Abbiamo passato mesi a leggere articoli di sapienti psicologi infantili, di giudici minorili, abbiamo subito attacchi da mezza Europa su quanto xenofobo, razzista, quasi nazista fosse ilGoverno Italiano ed in particolare il Ministro Maroni, solo perché si volevano identificare i bambini rom per poterli mandare a scuola, controllare che vivessero in condizioni adeguate alla loro età, offrirgli garanzie di un futuro senza abusi e senza stenti, a tutto ciò non aggiungiamo cosa è successo solo perché la Lega ha proposto classi ponte, affinché i bambini imparassero l'Italiano e potessero meglio integrarsi ed ecco che la Suprema Corte ci indica la via del progressismo e della comprensione fra etnie, indicandoci, nel rispetto del multi-culturalismo, come affrontare il problema dei bimbi rom maltrattati, denutriti, schiavizzati ed abusati: non esiste il problema, lo vediamo solo noi ottusi sostenitori della libertà e del rispetto dell'individuo, del valore della vita umana, soprattutto se di un minore, non esistono reati, tutto ciò fa parte delle tradizioni culturali di un popolo e quindi assoluto rispetto e.. . . . . non occupiamocene, giriamo la testa dall'altra parte è più facile prendersela con il Ministro Maroni e la Lega: in fondo lì stiamo nel politically correct!

Non credo che ci siano parole sufficienti a esprimere l'orrore che questa sentenza ci provoca, i danni della magica frase “rispetto delle tradizioni” sono sotto gli occhi di tutti, tutti i giorni, ai semafori, all'uscita dei supermecati, negli occhi delle bambine vendute, nella paura di parlare, nell'impossibilità delle Istituzioni di porre un rimedio con mezzi forti a situazioni abberranti non solo per chi le subisce, ma anche per chi le tollera.

Come faremo ora, dopo questa sentenza, a togliere la patria potestà a genitori che sfruttano i figli obbligandoli al furto e all'elemosina?

Come farà la sinistra multi-etnica e progressista a dire che i bambini devono essere tutti uguali, avere gli stessi diritti, se poi i giudici rendono possibile e legale lo sfruttamento e la schiavitù?

Se sono intollerabili le classi-ponte, perché ghettizzano, come possiamo permettere che i bambini vengano istruiti al furto, all'accattonaggio come stile di vita e perché questo sia reso possibile autorizziamo il maltrattamento e lo schiavismo, in nome della traduzione culturale?

Abbiamo omesso un altro piccolo particolare: l'accattonaggio è reso legale durante le “ore d'ufficio” in pratica dalla 9. 00 alle 17. 00, quindi si abolisce anche il reato di sfruttamento del lavoro minorile, sempre in nome e per conto del rispetto della tradizione culturale!!!!!!

LA PRECISAZIONE

In merito all'articolo di Angela Ronchini: le cose non stanno così - di Eugenio Viceconte

"Non è più reato obbligare un bambino ad elemosinare per strada: lo dice la Cassazione": questo il titolo di un articolo a firma di Angela Ronchini, pubblicato oggi su questo portale.

Eugenio Viceconte, un lettore di Italia chiama Italia, corregge però Angela Ronchini: "La Corte di Cassazione non ha affatto detto che non è reato elemosinare in strada nè tanto meno ha "abrogato" il relativo reato. Ha affermato che non è applicabile al caso in oggetto il reato ben più grave "di riduzione in schiavitù". Questa la precisazione di Viceconte, che spiega: "Facendo questo ha riaffermato e raccomandato che non venga deformata la legge applicando strumentalmente una criminalizzazione su base etnica".

Nel lontano1924 c'era stata una prima Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo firmata a Ginevra in cui si riteneva necessaria una protezione particolare per i fanciulli, Dichiarazione ripresa dall'Assemblea Generale dell'ONU il 20 Novembre 1959 e inserita nella Carta dei Diritti Umani e la più recente quella Convenzione dei Diritti del Fanciullo a cui il nostro paese ha aderito nel 1989, che recita:”.. . . riconoscendo che il fanciullo ai fini dello sviluppo armonioso e completo della sua personalità deve crescere in un ambiente familiare in un clima di felicità, amore, comprensione.. . . . . in considerazione del fatto che occorre preparare pienamente il fanciullo ad avere una sua vita individuale nella società, ed educarlo nello spirito degli ideali proclamati dalla Carta delle Nazioni Unite, in particolare in uno spirito di pace, dignità, tolleranza, libertà, uguaglianza, dignità.. . ”, tutto ciò perché era chiaro che degli esseri così indifesi andavano e devono essere protetti da tutto ciò che può nuocere al loro sviluppo armonico e sereno.

Non ci sembra si parlasse di tollerare degli abusi in nome e per conto delle tradizioni, per cui dobbiamo supporre che i Giudici di Cassazione non abbiano letto a fondo la Carta dei Diritti del Fanciullo, o che sia stato un momento di sbandamento, a cui, siamo sicuri, si potrà porre rimedio prontamente, altrimenti dobbiamo pensare che il progressismo sinistrorso vada verso l'ammissione della importanza di salvaguardare una cultura etnica piuttosto che il benessere di un bambino.

Noi preferiamo pensare ad un errore temporaneo di valutazione, altrimenti insieme alla Carta dei Diritti del Fanciullo, dobbiamo pensare che anche gli insegnamenti e le battaglie di Maria Montessori siano state vane e i bambini debbano tornare ad essere senza voce solo perché di etnia rom. Con orrore dovremmo pensare, allora, che non tutti i bambini sono uguali e i loro diritti dipendono solo dalla razza e dalle tradizioni e ciò ci fa paura, perché non vorremmo trovarci di fronte a bambini maltrattati, abusati, schiavizzati, picchiati, ma i cui responsabili di tali azioni non siano puniti in nome di tradizione e cultura.


Angela Ronchini - Italia chiama Italia


















































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