Tue, 22 Dec 2009 17:40:00 Gli auguri dei Testimoni di Geova - di Marco Chierici
"Ho cercato di spiegare ad una mia dipendente che gli auguri spesso si fanno per dovere d'ufficio e che non si va all'inferno se si pronuncia questa parola, ma niente da fare"
di Marco Chierici
Molte cose trovo difficili da condividere con i Testimoni di Geova, ma in questi giorni natalizi vorrei evidenziarne una in particolare. Come molti sapranno, i fedeli praticanti di questa religione, che rispetto come tutte le altre religioni, non festeggiano il Natale, non i compleanni, le ricorrenze e pertanto non augurano buone feste a nessuno.
Naturalmente anche nel mondo del lavoro è usanza, per tutte le telefonate e i contatti personali di questi giorni, o fare gli auguri o contraccambiare con una frase di cortesia. Ebbene, no. Essi non riescono o non possono pronunciare la parola "auguri" mettendo in imbarazzo il titolare dell'azienda, che sono io.
Ho cercato di spiegare ad una mia dipendente che gli auguri spesso si fanno per dovere d'ufficio e che non si va all'inferno se si pronuncia questa parola, ma niente da fare. La testardaggine prevale su ogni ragionamento.
La mia opinione è che questo atteggiamento sia frutto di un vero e proprio lavaggio del cervello da parte dei fratelli superiori della congregazione. Non vedo altra logica e so di essere compreso da tutti gli imprenditori che hanno dipendenti appartenenti ai TdG. Chiedo quindi scusa a tutti i clienti che augurando il buon Natale, hanno trovato dall'altro capo del filo un freddo e incompleto e maleducato "grazie". A tutti costoro porgo io i miei più affettuosi auguri per un sereno Natale e per un nuovo anno colmo di felicità e salute.
Marco Chierici - Italia chiama Italia
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