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Home / Italia / San Giuliano di Puglia, La Cassazione conferma le condanne. Quattro le pene da rivedere di nuovo in Appello
Fri, 29 Jan 2010 20:35:00

San Giuliano di Puglia, La Cassazione conferma le condanne. Quattro le pene da rivedere di nuovo in Appello




La Cassazione ha confermato la colpevolezza dei 5 imputati per il crollo della scuola elementare di San Giuliano di Puglia




La quarta sezione penale della Corte di Cassazione, dopo una camera di consiglio durata oltre quattro ore, definitivamente pronunciando sulla responsabilità penale dell'ex sindaco di San Giuliano di Puglia Antonio Borrelli, del tecnico comunale Mario Marinaro, del progettista della sopraelevazione Giuseppe Laserra e degli impresari edili Giovanni Martino e Carmine Abiuso ha confermato la condanna inflitta loro dalla Corte di Appello di Campobasso.

I giudici supremi hanno confermato quella che è stata da sempre la tesi sostenuta dalla Procura di Larino, dal procuratore Nicola Magrone, la tesi per la quale quella scuola sarebbe caduta anche solo a causa di un abbondante nevicata perchè costruita male, costruita senza seguire le regole sottese all'edilizia scolastica, senza tener conto del fatto che San Giuliano era da considerarsi zona sismica, in altre parole, la tesi per la quale Magrone ha, in questi otto anni, sempre affermato che non fu il terremoto la causa di quel tragico crollo, ma che il sisma fu soltanto l'occasione perchè la colpa di quelle morti innocenti doveva essere addebitata a chi pur avendone il potere non l'aveva esercitato, a chi progettista, tecnico comunale, imprenditore edile non aveva seguito nemmeno le minime regole previste per quel tipo di costruzione. Il verdetto finale sul crollo della scuola elementare Francesco Jovine è stata accolta tra le lacrime dai genitori degli angeli che in massa sono rimasti ad attenderlo fuori dall'imponente edificio romano che ospita i supremi giudici.

Lacrime di gioia, di liberazione, lacrime di giustizia, quella stessa che in questi anni, loro i genitori di quei bambini, il loro presidente Antonio Morelli, avevano chiesto allo Stato, avevano chiesto alla magistratura italiana perchè convinti che quel sacrificio innocente, la morte dei loro figli non fu determinata dal sisma ma dalle colpe degli uomini che quella scuola avevano costruito, sopraelevato ed aperto. Lacrime di giustizia e di gioia tanto diverse però da quelle che loro, i genitori avevano sparso quel 'nefasto' 13 luglio del 2007 dopo aver ascoltato il verdetto di assoluzione pronunciato dal giudice monocratico del Tribunale di Larino Laura D'arcangelo. Un verdetto che li fece sprofondare nella disperazione. Tutti ricorderanno il gesto di protesta civile che i genitori fecero bruciando le tesser elettorali, lo scontro con alcuni parlamentari dinanzi alle porte del carcere frentano.

Una disperazione, o meglio, quella ricerca della verità che si attenuò proprio un anno fa con la sentenza della Corte di Appello di Campobasso che ribaltando il giudizio di primo grado ha condannato i cinque imputati per quel crollo. Ed oggi il verdetto finale, la condanna definitiva che al di là di quelle che saranno le pene che i cinque dovranno scontare realmente può finalmente voler dire che quei bimbi, la loro maestra possono riposare in pace e loro i genitori continuare a portare avanti in loro memoria le battaglie di civiltà come l'iniziativa sulle scuole sicure in Italia perchè non accada mai più una nuova San Giuliano.

Tornando alla sentenza, soltanto per l'ex sindaco Antonio Borrelli, padre di una delle vittime di quel crollo, la Cassazione ha riconosciuta congruente la pena inflittagli in secondo grado ossia i due anni e 11 mesi di reclusione mentre per gli altri i supremi giudici, pur riconoscendone definitivamente la colpevolezza, hanno disposto il rinvio alla Corte di Assise di Salerno per la rideterminazione delle pene giustificato dal fatto che le stesse 'peccano' di un difetto di motivazione nella loro quantificazione. Come si ricorderà, in secondo grado il progettista della sopraelevazione Giuseppe La Serra era stato condannato a sei anni e dieci mesi di reclusione insieme a Mario Marinaro , mentre per i costruttori Giovanni Martino e Carmine Abiuso era stata decisa una pena di 5 anni di reclusione. La Cassazione, inoltre, ha rigettato anche il ricorso di Palazzo Chigi e del Ministero dell’Istruzione che si erano costituiti parte civile per chiedere agli imputati il risarcimento dei danni per la ricostruzione della scuola.

Raggiunto al telefono il capo della procura frentana Nicola Magrone ha riferito “E' una liberazione. Finisce per me un periodo lunghissimo di vera tribolazione. Un periodo in cui ho dovuto subire di tutto, attacchi di ogni genere, da ogni parte, solo perchè convinto che quella scuola non crollò a causa del terremoto, ma perchè gravi ed evidenti erano state le colpe di chi l'aveva costruita, di chi pur potendo non aveva evitato che quella mattina l'edificio fosse aperto. Una liberazione, ma anche un senso di profonda commozione per i genitori di quelle ventisette vittime, della loro maestra che hanno atteso, a volte anche sfiorando la disperazione, questo momento che al di là di quella che sarà la parola ulteriore della Corte di Appello di Salerno sulla determinazione della pena, conferma in pieno la nostra tesi che quella scuola, costruita male, sarebbe caduta anche solo con un abbondante nevicata e che non il sisma ma a causa degli uomini crollò quella mattina di fine ottobre”. (Nicola De Francesco)


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