Nonostante le varie celebrazioni caratterizzanti il 31 gennaio, dalla giornata mondiale per i malati di lebbra a quella di intercessione per la pace in Terra santa, Benedetto XVI ha voluto toccare, nel messaggio seguente l'angelus, il tema dell'occupazione, facendo riferimento ai casi di Termini Imerese e Portovesme: "La crisi economica sta causando la perdita di numerosi posti di lavoro e questa situazione richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti. Penso ad alcune realtà difficili in Italia, come, ad esempio, Termini Imerese e Portovesme. Mi associo pertanto all’appello della Conferenza episcopale italiana, che ha incoraggiato a fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l’occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie".
I DETTAGLI Il Papa fa appello alla tutela dell'occupazione e chiede sostegno per le famiglie colpite dalla crisi, dando il 'la' al dibattito politico: il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (Pdl) chiede "responsabilità" alle imprese ma l'opposizione accusa l'esecutivo di non fare abbastanza. Durante l'Angelus, Benedetto XVI sottolinea che la crisi "richiede grande senso di responsabilità da parte di tutti: imprenditori, lavoratori, governanti. Mi associo pertanto all'appello della Conferenza Episcopale Italiana, che ha incoraggiato a fare tutto il possibile per tutelare e far crescere l'occupazione, assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie".
"L'appello del Santo Padre", commenta Sacconi, "deve essere accolto dalle istituzioni e dalle imprese". A queste ultime, in particolare, il ministro chiede "responsabilità sociale che deve indurre a non compiere frettolose scelte di ridimensionamento occupazionale dopo aver avuto lunghi anni di utili e, magari, aiuti pubblici". Per il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, "il governo Berlusconi è già fortemente impegnato a tutelare il sistema industriale italiano per garantire i posti di lavoro", anzi "questo è l'impegno prioritario che svolgiamo ogni giorno".
Duro il leader del Pd Pier Luigi Bersani: "Non è accettabile - afferma - che il Governo continui a minimizzare il problema, dopo aver raccontato per mesi che la crisi era psicologica, che era passeggera, che l'avevamo ormai alle spalle. Il governo venga subito in Parlamento a dirci che cosa pensa della crisi (cosa che non ha mai fatto in 17 mesi!)". Il leader Idv Antonio Di Pietro accusa: l'economia non è una priorità del Governo. "Basta - tuona - con i provvedimenti ad personam, basta con le leggi che favoriscono l'illegalità e gli evasori, il Paese sta precipitando, la disoccupazione aumenta, le famiglie vivono in gravissime difficoltà e questo Governo non può stare a guardare".
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