Dal Consiglio dei ministri via libera alla riforma dell'istruzione superiore, che nelle scorse settimane ha avuto il via libera prima dal Consiglio di Stato poi dalle competenti commissioni di Camera e Senato.
"Si tratta di una riforma epocale che vede un lavoro molto intenso e l'applicazione di un metodo che mi obbliga a ringraziare tutti coloro che hanno lavorato per la messa a punto del testo. Questa riforma non ha un'impronta ideologica e non è viziata da pregiudizi di sorta" ha dichiarato il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
Una riforma "necessaria" sostiene il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, perché il nostro sistema scolastico "non è in linea con i paesi avanzati" e l'attuale assetto non consente "agli studenti di accedere al mondo del lavoro". E aggiunge: "secondo quanto ci dichiarano tutte le imprese e le associazioni, la scuola attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro".
Dal prossimo anno scolastico (2010-2011) la scuola superiore italiana, volta pagina. Si comincerà dalle prime classi (ma nei tecnici e nei professionali le riduzioni di orario saranno attuate anche nelle classi successive alla prima) e le novità coinvolgeranno licei (si supera la legge Gentile del '23), istituti tecnici (in attesa di riforma da 80 anni) e professionali, con un ripensamento dei quadri orari (in linea con l'Ocse secondo cui è statisticamente provato che stare in classe più ore non si traduce necessariamente in un beneficio nell'apprendimento), un irrobustimento di matematica e scienze e un deciso sfoltimento degli indirizzi.
Una delle novità previste interessa in prima persona i maturandi. Secondo la riforma, infatti, si potrebbe essere ammessi agli esami senza avere il 6 in tutte le materie.
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