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Home / Italia / Clamoroso, no al crocifisso nella Caritas! - di Antonio Gabriele Fucilone
Wed, 17 Feb 2010 11:29:00

Clamoroso, no al crocifisso nella Caritas! - di Antonio Gabriele Fucilone




"Quella persona ha preteso la rimozione del crocifisso non in un ufficio laico ma in un luogo che fa parte della Chiesa"

di Antonio Gabriele Fucilone




Sull'edizione di sabato 13 febbraio del quotidiano "La Voce di Mantova" è comparsa una vicenda che ha dell'incredibile. Questa vicenda è stata denunciata dal Responsabile della sicurezza della Lega Nord di Mantova, Luca De Marchi, e riguarda la questione dei crocifissi.

Quello che è veramente clamoroso è il fatto che l'episodio in questione sia accaduto non in una scuola pubblica o in un tribunale ma in un edificio della Caritas diocesana di Mantova.

Protagonista di questa vicenda è stato un immigrato di origini marocchine che, con tanti altri poveri, è andato a mangiare nella mensa della Caritas.

A un certo punto, questa persona ha guardato il crocifisso affisso sul muro e ha cominciato ad inveire dicendo che "avrebbe fatto lo sciopero della fame se non avessero tolto quell'affare". Sono parole testuali e riportate sul giornale.

Ora, ci sarebbe da notare una cosa.  La Caritas è una struttura legata alle diocesi e di conseguenza alla Chiesa cattolica. I milioni di volontari che lavorano alla Caritas lo fanno in nome di quel simbolo, che quella persona ha definito con disprezzo "affare". Quel simbolo, il crocifisso, rappresenta la fratellanza universale e l'accoglienza che sono valori propri della Caritas.

Quella persona ha preteso la rimozione del crocifisso non in un ufficio laico ma in un luogo che fa parte della Chiesa. Si può quindi dire che già si stia mettendo in atto quel meccanismo di cui parlai in mio precedente articolo intitolato "Se oggi togliamo i crocifissi, domani dovremo togliere le chiese", del 09 novembre 2009.

Quella sentenza della Corte Europea che ha chiesto la rimozione dei crocifissi dalle scuole e dagli uffici pubblici sta già avendo i suoi effetti nefasti. Infatti, ora c'è chi vorrebbe togliere i crocifissi dai locali legati alle parrocchie e alle diocesi.
 
Domani cosa succederà? Si chiederà la rimozione delle croci dai campanili o che non vengano più suonate le campane delle chiese, "per non disturbare chi non è cristiano"?. E poi, si chiederà di abbattere i capitelli con le raffigurazioni della Vergine Maria e dei Santi o ai preti di non indossare il clergyman o l'abito talare ma abiti civili, "per non offendere chi non è "cristiano"?

La piega che si sta prendendo è questa. Si rischia la "dittatura della minoranza". In questa situazione, qualsiasi minoranza può imporre la propria volontà, in nome della "democrazia" e della "laicità". E' ora di riflettere sul serio.


Antonio Gabriele Fucilone - Italia chiama Italia


















































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