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Mon, 15 Feb 2010 15:38:00

Montagna, Romagnoli (Eim): Il ddl Brambilla va nella direzione giusta




Ancora un week end di valanghe e incidenti, per la montagna italiana. Slavine provocate dall'eccessiva arroganza dell'uomo di fronte alla natura. Le cronache parlano di alcuni sciatori in snowboard che, nonostante i segnali di divieto, si sono avventurati in fuoripista proibiti.

di Massimo Romagnoli*




Da settimane, da mesi, come Ente Italiano della Montagna stiamo puntando sulla prevenzione, basata prima di tutto su un corretto e costante lavoro di comunicazione e informazione. Ma risulta  evidente che manca ancora la consapevolezza collettiva ...

C'è anche da dire che non sono soltanto gli sportivi o i turisti a rischiare la vita in montagna, a causa della loro imprudenze: è recente il caso di un bambino che per la disattenzione dei propri genitori ha rischiato di morire sotto la neve, soffocato. Il minore, infatti, si e' allontanato da casa, e' scivolato in una scarpata ed e' rimasto incastrato in una pianta. La neve intorno era molta, e in zona non c'era anima viva. Ha gridato e pianto tanto, il piccolo Francesco - questo il nome del bambino - ma non lo ha sentito nessuno. La vicenda si è conclusa per fortuna con il suo ritrovamento da parte di un tecnico del Corpo nazionale del soccorso alpino di Macerata e di un vigile del fuoco. Un lieto fine, ma poteva essere una tragedia.

Il disegno di legge quadro per l'ordinamento delle professioni del turismo montano, proposto dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e approvato la scorsa settimana, va verso la giusta direzione: piu' garanzie per gli operatori e piu' sicurezza per i turisti e per chi in montagna ci vive.  E' proprio durante la stagione invernale che gli incidenti sono più frequenti : "Contro imperizia e imprudenza il governo ritiene necessario valorizzare il ruolo di chi esercita le professioni legate al turismo montano e al tempo stesso garantire piu' sicurezza ai turisti che potranno contare su guide professionali sempre piu' preparate'', ha dichiarato il ministro Brambilla. Non possiamo che condividere la scelta di potenziare in qualità e quantità l'apparato umano e strutturale di sostegno al turismo, ma non ci stanchiamo di ripetere che il primo requisito di chi si avventura in ambienti difficili deve essere la prudenza, una virtù che soprattutto i giovani non amano coltivare. Perciò crediamo che l'educazione alla sicurezza soprattutto di chi appartiene a questa fascia d'età, spesso incosciente e temeraria, debba essere tra i compiti degli stessi operatori turistici, che potrebbero offrire all'atto della prenotazione opuscoli "didattici",  allo scopo di consigliare percorsi e comportamenti sicuri.

In questo senso si sta muovendo l'Ente Italiano della Montagna, unico ente governativo che si occupa delle montagne italiane a  livello nazionale; effettuando studi ambientali, ricerche di settore e campagne d'informazione, può contribuire alla formazione di una coscienza turistica più adatta ad affrontare territori sconosciuti e condizioni impreviste.


Massimo Romagnoli* - Italia chiama Italia

*Presidente Ente Italiano della Montagna


















































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