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Immigrazione, ci vuole responsabilità ! - di Antonio Gabriele Fucilone
Thu, 25 Feb 2010 11:48:00 Immigrazione, ci vuole responsabilità ! - di Antonio Gabriele Fucilone
"L'integrazione si fa facendo capire che ci sono anche i doveri"
di Antonio Gabriele Fucilone
I fatti di Rosarno prima e quanto successo il 14 febbraio a Milano tra immigrati nordafricani e sudamericani deve farci riflettere in modo serio.
Molte delle politiche adottate per l'integrazione degli immigrati si sono mostrate oggi inefficaci. Si è intesa per integrazione ogni forma di buonismo verso gli immigrati. Agli immigrati sono stati dati tanti diritti ma non è stato fatto capire loro che vi sono anche i doveri e che, per stare qui in Italia, deve esservi il rispetto delle nostre regole.
Tutta questa parte è stata per anni trascurata ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Vi sono degrado e situazioni difficili e, molto spesso, anziché integrarsi, gli immigrati si richiudono nei loro gruppi etnici e formano quasi "uno Stato nello Stato", spesso ostile sia all'autorità costituita (Forze dell'Ordine) che alle comunità di altre nazioni, come nel caso dei fatti di Milano.
Negli anni, si è fatta anche una politica delle "porte aperte senza se e senza ma", in cui sono stati accolte persone di tutti i tipi senza dei controlli seri.
Spesso, vi sono state le maglie troppo larghe per quello che riguarda l'immigrazione clandestina. Oggi stiamo pagando le conseguenze di questa politica sbagliata. Già il fatto che spesso la convivenza con i cittadini italiani risulti difficile lo dimostra.
Nei quartieri popolari di periferia delle città vi sono grandi condomini abitati da molte famiglie di immigrati. Questi appartamenti sono spesso sovraffollati e tra gli occupanti vi sono anche dei clandestini. La gente vive nella paura perché spesso vi sono atti di vandalismo e degrado. Ad esempio, vi sono assembramenti di persone che spesso sporcano ed urinano sui muri esterni degli edifici.
Vvi sono anche altri fenomeni ancora più gravi come lo spaccio di droga ed episodi di violenza, per non parlare degli stupri. Intendiamoci, il crimine non ha colore e né razza ma è un dato di fatto che con questa immigrazione incontrollata siano aumentati il degrado ed i reati come furti, stupri, rapine e risse.
In quanto tali, gli immigrati clandestini devono vivere spesso di espedienti come il lavoro nero, con un danno alla nostra economia; o peggio ancora finiscono nella monavalanza della criminalità o del terrorismo. E' ora di cambiare politica, incominciando a fare una lotta all'immigrazione clandestina e facendo capire agli immigrati regolari che per stare qui in Italia ci sono anche i doveri, che a loro non è tutto dovuto e che devono conoscere la nostra lingua e la nostra cultura. Gli italiani che emigrarono all'estero impararono le lingue dei Paesi che li ospitarono, si adattarono alle loro leggi e lavorarono, a volte perdendo anche la vita, come nel caso di Marcinelle, in Belgio. Inoltre, in Paesi come la Germania un immigrato senza lavoro viene rimpatriato. L'integrazione si fa facendo capire che ci sono anche i doveri. Un diritto senza il dovere rischia di diventare un privilegio che alla lunga può diventare dannoso per tutti, sia per gli stessi immigrati che per gli italiani.
Antonio Gabriele Fucilone - ItaliachiamaItalia
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