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Thu, 04 Mar 2010 11:18:00

L'Aquila, ItaliachiamaItalia fra le macerie - di Francesca Toscano




'Più che i dati e le cifre, quello che realmente ha colpito i delegati è stata la visita alla zona rossa: il centro storico de L’Aquila'

di Francesca Toscano




L’Aquila - Comincia dalla Scuola Ispettori e Sovraintendenti a Coppito la visita della delegazione parlamentare italo-svizzera - composta dal sen. Filippo Lombardi, dal sen. Claude Jainak, dall’on. Kathy Riklinche, dall’on. Antonio Razzi e dall’on. Daniele Toto - che lo scorso 25 febbraio ha trascorso una giornata a L’Aquila. Ad accoglierli in quella che è stata la sede operativa da cui si è gestito il terremoto che poco meno di un anno fa ha distrutto il capoluogo abruzzese, il generale Fabrizio Lisi. Briefing nella sala-riunioni, in cui si sono decisi gli interventi all’alba del 6 aprile 2009, fra i deputati, il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, il prefetto Franco Garielli e il generale Lisi.

“Nessuno vuole rappresentare una situazione di normalità” ha ammesso Garielli in presenza dei delegati. “Abbiamo fatto molto, ma c’è ancora tanto da fare” prosegue il prefetto, annunciando l’obiettivo di “sistemare entro l’estate i nuclei familiari da uno-due persone”, per il momento rimasti esclusi dalle assegnazioni delle abitazioni, dove hanno avuto la precedenza le famiglie con i figli a carico. Garielli si è detto poi “soddisfatto” di come è stata gestita l’emegenza: “Nella prima fase – ha detto -  non abbiamo chiesto aiuto all’estero, ma L’Aquila non è solo un patrimonio degli abruzzesi e degli italiani”, augurando “l’impegno della Svizzera” nella ricostruzione.

E anche nella parole del sindaco Cialente c’è l’orgoglio per i risultati raggiunti e la gestione dell’emergenza, per come si è affrontato “l’ictus” che il terremoto, per usare una metafora medica, ha causato. “Un’intera città è stata cancellata in 22 secondi” ha detto il primo cittadino che ora si trova ad affrontare la ricostruzione del capoluogo abruzzese e a far ripartire un sistema economico messo in ginocchio dal sisma, confessando come in un primo momento “avevamo il terrore che L’Aquila non fosse più risorta”. In presenza dei deputati Cialente ha poi illustrato come “si è deciso di operare”.

Italiachiamaitalia.com in Abruzzo con delegazione parlamentare Italia-Svizzera, Lombardo: Necessaria solidarietà internazionale per ricostruire L'Aquila - di Francesca Toscano

L'Aquila, Razzi (Idv) a ItaliachiamaItalia: Ricostruiamo le case degli abruzzesi residenti all’estero - di Francesca Toscano Italiachiamaitalia.com con l'onorevole dipietrista nel capoluogo abruzzese L'Aquila, Razzi (Idv) a ItaliachiamaItalia: Ricostruiamo le case degli abruzzesi residenti all’estero - di Francesca Toscano

“Le case, la scuola, l’università e il lavoro: abbiamo puntato tutto sulle famiglie e sui giovani” ha illustrato il primo cittadino. Ma il problema è ora la costosa e lunga ricostruzione che, secondo una stima del sindaco, si aggira attorno ai 18-20 miliardi di euro. “E’ una cifra immensa – ha spiegato – pari a due-tre manovre finanziarie del Paese. Noi abbiamo il diritto di ricostruire, ma anche il dovere di farlo al meglio e questa può rappresentare un’occasione per sperimentare nuove tecnologie”. Altro quesito cruciale è quello delle macerie: Cialente  assicura “non è colpa nostra” se dopo undici mesi sommergono ancora L’Aquila, ma di “una normativa” che li equipara a rifiuti speciali, e che pertanto necessitano di un trattamento e uno stoccaggio diverso. Questione, quella delle macerie, sottoposta all’attenzione della delegazione parlamentare anche nel successivo incontro con il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che, terminata la gestione emergenziale da parte del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, si occupa della ricostruzione insieme al sindaco.

“In questo momento c’è un polverone – ha detto il governatore dell’Abruzzo in merito alle polemiche sulla mancata rimozione delle macerie – che aumenterà fino al 28 marzo (data delle elezioni regionali, ndr), dopo ci sarà più serenità nel giudicare quello che è successo”. Però il problema dei quattro miliardi di tonnellate di macerie rimane. “Noi una soluzione ce l’abbiamo – ha replicato Chiodi – la presenteremo il 3 marzo al Ministero dell’Ambiente”. Che  in sostanza è o una deroga della normativa europea “o si accetta il rischio di una violazione”.

Ma più che i dati e le cifre, quello che realmente ha colpito i delegati è stata la visita alla “zona rossa”: il centro storico de L’Aquila. Accompagnati dai vigili del fuoco i deputati della bilaterale italo-svizzera hanno camminato nel cuore ferito della città, lì dove la ricostruzione appare veramente lontana. Fra le macerie e l’odore di segatura i deputati hanno visionato il faticoso lavoro dei Vigili del Fuoco, impegnati a mettere in sicurezza tutti gli edifici, in attesa che venga deciso cosa fare e come agire sull’immenso patrimonio artistico de L’Aquila e il suo centro storico, in una città ormai deserta. “Era necessario vedere, camminare nelle strade del centro storico per capire quello che è veramente successo” hanno detto i delegati al termine della visita durata più del previsto. E prima di ripartire una breve tappa a vedere le nuove abitazioni degli aquilani, per poi  congedarsi dalla città con la promessa di “adottare un monumento” da parte della Svizzera.


Francesca Toscano - Italia chiama Italia

ftoscano@italiachiamaitalia.com


















































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