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Home / Italia / 'Molecola', il nuovo software nemico della mafia
Wed, 03 Mar 2010 15:34:00

'Molecola', il nuovo software nemico della mafia




Questo nuovo software è in grado di recuperare in forma massiva dati e notizie su ciascun soggetto d’interesse investigativo





Da oggi la mafia ha un nemico in più nel mondo dell’informatica.

“Molecola”, è il nuovo software in grado di incrementare l’efficienza e la rapidità delle indagini contro la criminalità di stampo mafioso. Il programma è stato presentato oggi al Comando Generale della Guardia di Finanza, alla presenza del Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Cosimo D’Arrigo e del comandante dello S.c.i.c.o, Umberto Sirico. Si tratta di un’arma informatica che fornirà un determinante contributo nell’aggressione dei patrimoni illeciti e per recidere i canali di finanziamento della cosiddetta impresa mafiosa.

Sviluppato grazie alla collaborazione tra Direzione Nazionale Antimafia e Guardia di Finanza, questo nuovo software è in grado di recuperare in forma massiva dati e notizie su ciascun soggetto d’interesse investigativo, di attribuire coerenza a tali dati che vengono messi a sistema con tutte le informazioni rilevabili dalle banche dati in uso alla Guardia di Finanza. In particolare, “Molecola”, che lavora utilizzando piattaforme applicative in ambiente Web, si interfaccia con il software di analisi relazionale in uso a tutte le forze di polizia arricchendolo di preziose informazioni.

In dettaglio, individuato un soggetto che sulla scorta di elementi di criticità prefigurati, risulta potenzialmente un prestanome, vengono recuperati in modo rapido tutti i dati significativi (precedenti penali, di polizia e tributari, beni posseduti, conti correnti e flussi finanzieri, controlli di polizia ricevuti, ecc.) a lui riferibili compresi i risultati dell’analisi relazionale, ed in brevissimo tempo gli investigatori sono in possesso di una scheda in grado di radiografare esattamente il valore del soggetto nell’ambito dell’indagine in corso. In circa sei mesi è già stato testato su migliaia di sospetti (sia persone fisiche che giuridiche), ed è stato efficacemente sperimentato nella lotta al clan dei Casalesi all’indomani della strage di Castelvolturno, nonché in recenti operazioni contro la ‘ndrangheta.


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