Sat, 24 Jul 2010 13:40:00 Prezzi aumentati in media del 20% dall'introduzione dell'euro: record rincari in Calabria, 26%
Dall’introduzione dell’euro (avvenuta il Primo gennaio 2002) a oggi, i prezzi sono aumentati soprattutto al Sud. A confermarlo sono i dati statistici elaborati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre.
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Se dal 2001 al giugno scorso la media italiana di incremento dei prezzi è stata del 20 per cento, la Calabria è la regione che ha subito l’aumento più elevato: +25,8 per cento. Seguono la Campania (25,4 per cento), la Sicilia (22,6 per cento) e l’Abruzzo (21,2 per cento). Ultime, in questa speciale graduatoria, sono il Veneto (+18 per cento), la Lombardia (+17,9 per cento) e, all’ultimo posto, la Toscana dove i prezzi sono lievitati “solo” del 17,8 per cento. “E’ opportuno sottolineare che la maggior crescita dell’inflazione non deve essere confusa con il costo della vita. La vita al Nord - spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia Mestre - è molto più costosa che nel Mezzogiorno. Altra cosa, invece, è analizzare, come abbiamo fatto noi, la dinamica inflattiva registrata in un determinato periodo di tempo. Noi riteniamo che una delle ragioni che ha fatto lievitare maggiormente i prezzi al Sud, è dovuta al fatto che la base di partenza dei prezzi nel 2001 era molto più bassa nel Mezzogiorno che nel resto del Paese”.
Per Bortolussi, tuttavia, questa situazione non giustifica la forte spinta inflattiva registrata nelle regioni del Sud. E fra le ragioni che possono avere determinato questo risultati, il segretario della Cgia di Mestre elenca “il drammatico deficit infrastrutturale; la presenza delle organizzazioni criminali che condizionano molti settori economici; la poca concorrenza nel campo dei servizi e, soprattutto, un sistema distributivo delle merci molto arretrato e poco efficiente”.
L’unico settore merceologico che ha subito una diminuzione dei prezzi è stato il settore delle comunicazioni: ovvero, telefonini, servizi telefonici e servizi postali. Pertutti gli altri, i costi sono saliti. Secondo l’indagine, i prodotti che hanno subito i rincari maggio sono stati gli alimentari e le bevande analcoliche (con punte di crescita in Campania del 35,4 per cento e in Calabria del 30,6 per cento).
Più forte, anche se meno impattante sui bilanci delle famiglie italiane, gli incrementi registrati tra le bevande alcoliche e i tabacchi. Ma lo studio ha rilevato anche un considerevole aumento di spesa registrato per gli affitti, le manutenzioni della casa e i rincari avvenuti sulle bollette di luce, acqua e gas e altri combustibili. Nel Trentino Alto Adige, dall’introduzione dell’euro ad oggi, la crescita è stata del +37,3 per cento, in Sicilia del +34,9 per cento, in Sardegna del +33,5 per cento e in Calabria del +31,7 per cento. Anche gli alberghi, la ristorazione e i pubblici esercizi hanno subito aumenti molto consistenti. Anche in questo caso la maglia nera va al Sud, con Sicilia (+34,1 per cento) Puglia (+32,8) e Calabria (+ 32,1).
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