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Home / Italia / Stragi di donne: l’uomo al microscopio dell’analista? – di Simona Aiuti
Mon, 09 Aug 2010 21:52:00

Stragi di donne: l’uomo al microscopio dell’analista? – di Simona Aiuti




Quanti assassini potenziali ci sono in giro? Questo non possiamo dirlo, tuttavia, senza scomodare la discriminazione o far alzare il sopracciglio, la strage non si può negare. Perché lo Stato non dovrebbe intervenire con la prevenzione?

di Simona Aiuti


La strage di donne continua, il numero di vittime barbaramente uccise continua a crescere e il carnefice difficilmente viene fermato.

Episodi di stalking che sfociano anche nell’omicidio, vanno considerati come forme patologiche, e il fenomeno va analizzato da una prospettiva psicologica ma anche come fenomeno sociologico. Il maschio italiano non diventa sempre uomo, non accetta che qualcuno gli dica no e diventa stalker, violento e anche omicida.
Parliamo di un narcisista estremo ed il rifiuto provoca in esso un profondo senso di rabbia; in lui che vuole ottenere sempre tutto.

Sostanzialmente la donna è una sorta di specchio nel quale “deve” vedere riflessa la sua grandiosità, quando ciò non avviene più, a causa del rifiuto scatta la reazione rabbiosa e depressiva che può spingersi fino all’omicidio - suicidio.

Inutile stare qui a citare nello specifico le notizie degli efferati delitti comparsi sui giornali, li conosciamo tutti. C’è un aspetto però, da considerare: quanto, la diffusione della notizia può essere da stimolo, da incoraggiamento al potenziale assassino ad emulare le gesta di un uomo che si trova nella sua stessa condizione?

La diffusione delle notizie di cronaca dove un uomo uccide una donna per motivi più o meno passionali, funga da input, a persone mentalmente disturbate, narcisiste, a commettere quello stesso reato di cui hanno parlato giornali e tv. Ovviamente sto parlando di casi estremi. La notizia, magari non fa altro che dare un'accelerata alle intenzioni omicide dell’assassino.

Quanti assassini potenziali ci sono in giro? Questo non possiamo dirlo, tuttavia, senza scomodare la discriminazione o far alzare il sopracciglio, la strage non si può negare, quindi perché lo Stato non dovrebbe intervenire con la prevenzione. Se il numero di uomini/mine vaganti è così elevato, non sarebbe opportuno intervenire nelle scuole superiori con test psicologici e un eventuale intervento/terapia laddove si segnali una personalità a rischio?

La legge sullo staalking non si è rivelata del tutto efficace, forse necessita di tempo per essere applicata, ma nel frattempo la miglior cosa è prevenire aiutando i giovani a crescere e sviluppare la personalità nel modo più equilibrato e sano possibile.

Simona Aiuti – ItaliachiamaItalia


















































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