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Reggio Calabria, bomba sotto la casa del procuratore generale
Thu, 26 Aug 2010 12:30:00 Reggio Calabria, bomba sotto la casa del procuratore generale
 Reggio Calabria |
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Una bomba è esplosa davanti al portone dell'abitazione del procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, in quel momento in casa con la moglie
Italia: altre notizie
Paura nella notte a Reggio Calabria. Una bomba è esplosa davanti al portone dell'abitazione del procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore Di Landro, in quel momento in casa con la moglie. Vetri delle finestre in frantumi e portone danneggiato nel condominio, ma nessun ferito. “Contro di me, a partire dall’attentato a gennaio contro la Procura generale, c’è stata una tensione malevola e delittuosa crescente, da parte della criminalità organizzata, che si è personalizzata”, ha osservato Di Landro, procuratore generale di Reggio Calabria da novembre 2009, che ha aggiunto: “Vogliono farmela pagare, evidentemente per il fatto che ho sempre ed in ogni circostanza fatto il mio dovere di magistrato”.
L'attentato della scorsa notte segue, infatti, quello del 3 gennaio scorso contro la sede della Procura generale reggina. Successivamente ci sono state una serie di intimidazioni ai danni di magistrati di Reggio Calabria. La bomba contro la Procura generale di Reggio Calabria e le minacce ai magistrati indussero a gennaio il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a compiere una visita in città per esprimere la sua solidarietà (quello stesso giorno fu trovata un'automobile contenente un consistente quantitativo di armi lungo il corteo presidenziale) e il premier Silvio Berlusconi a riunire un consiglio dei ministri proprio lì approvando un piano straordinario per la lotta contro le mafie.
Una vicinanza ai magistrati contro la criminalità confermata oggi dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano: “Lo Stato – ha dichiarato il guardasigilli - è vicino al procuratore generale Di Landro e a tutta la magistratura reggina. Questo ultimo ennesimo vile atto intimidatorio conferma la bontà dell’impegno finora profuso nel contrasto all’ndrangheta, ma ci impone di mantenere alto il livello di guardia. Quanto è accaduto – ha continuato il ministro - rafforza la determinazione del governo nel portare avanti la lotta alla criminalità mafiosa, cosa che abbiamo fatto finora adottando provvedimenti sempre più incisivi che ci hanno consentito di raggiungere traguardi prestigiosi. La criminalità, come una bestia ferita è in difficoltà, ma proprio per questo siamo consapevoli di quanto possa essere pericolosa”.
“Questo ennesimo grave episodio si inserisce in una lunga scia di intimidazioni e minacce, iniziata lo scorso tre gennaio, nei confronti della magistratura calabrese tutta. Certamente Di Landro rappresenta il più alto vertice della magistratura in Calabria, ma non bisogna dimenticare che sono stati messi proiettili sulle macchine di servizio, sottoposte a vigilanza e posteggiate nel palazzo di giustizia, di altri magistrati a riprova del fatto che si tratta di un piano di intimidazione generale e allargata – ha dichiarato il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso -. È in corso una sfida alle istituzioni culminata nel ritrovamento di una macchina con armi durante la visita a Reggio Calabria del presidente della Repubblica”. Ha parlato di “vile attacco terroristico ed intimidatorio finalizzato ad alimentare una strategia di terrore e di violenza che la criminalità organizzata rivolge contro la legalità e a chi di essa è simbolo e custode” il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, in un messaggio a Di Landro. “Sono certo - scrive Fini - che il suo prezioso lavoro, che quotidianamente svolge con indubbia professionalità, per il rispetto della legge e al servizio delle Istituzioni e dei cittadini continuerà con rinnovato rigore nella lotta contro ogni forma di crimine. Nel condannare con fermezza questo gravissimo attentato, Le esprimo, Signor Procuratore, la più sincera solidarietà ed il più vivo ringraziamento per il Suo impegno a nome mio personale e della Camera dei deputati”.
Solidarietà anche del presidente del Senato, Renato Schifani che ha parlato di “un vero e proprio attacco al cuore dello Stato”. “Un gesto di gravissima violenza criminale – ha dichiarato - che deve essere condannato duramente dalle Istituzioni e da tutti gli italiani che credono e si battono per la legalità. Un gesto che conferma l’incisività e l’efficacia del grande lavoro investigativo compiuto in quel difficile territorio dalla Magistratura e dalle Forze dell’Ordine che sta indebolendo in modo rilevante la potenza economica della criminalità calabrese. È assolutamente imprescindibile e necessario continuare a mantenere alta l’attenzione da parte di tutti. Alla solidarietà umana, doverosa e sentita, continuerà ad accompagnarsi da parte di tutte le Istituzioni – ha aggiunto il presidente del Senato - la decisa consapevolezza che soltanto dalla coesione e dall’unità d’intenti può realizzarsi il fine di proseguire con determinazione l’impegno di estirpare le radici di questa organizzazione illegale e fortemente pericolosa. Al procuratore generale Di Landro, a tutti i magistrati che operano in quel contesto territoriale, l’assicurazione che lo Stato, in ogni sua componente, non li lascerà soli e darà loro il pieno sostegno con tutti gli strumenti necessari”.
“La bomba esplosa sotto la casa del Procuratore generale di Reggio Calabria dottor Salvatore Di Landro, è di una gravità inaudita”, ha commentato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Talarico, secondo il quale “il clima che si respira nella nostra regione è diventato pesante e richiede un’attenzione straordinaria da parte delle autorità preposte alla sicurezza dei cittadini ed alla salvaguardia dell’integrità dei servitori fedeli dello Stato. Si tratta – ha aggiunto - di un gesto che, per quanto diretto ad una singola persona impegnata a fare correttamente il proprio lavoro, di fatto coinvolge tutte le istituzioni democratiche nel tentativo evidente di condizionarne efficienza e funzionamento. Nell’esprimere solidarietà al dottor Di Landro – ha concluso - ed alla sua famiglia, ribadisco, a nome del Consiglio regionale che presiedo, piena fiducia e sostegno alla magistratura, alle forze dell’ordine ed alla loro efficace azione di contrasto alla criminalità organizzata”. Intanto il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Luigi Varratta ha deciso di rafforzare le misure di sicurezza al procuratore generale di Reggio Calabria Salvatore Di Landro. In particolare, sono stati rafforzati gli uomini di scorta al procuratore, ed è stata disposta la vigilanza fissa sotto l'abitazione dello stesso Di Landro. (Velino)
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