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Berlusconi: "Non lascio il Paese in mano alla sinistra"
Thu, 07 Jul 2011 15:56:00 Berlusconi: "Non lascio il Paese in mano alla sinistra"
Il premier: "Poteri forti contro di me. Salva-Fininvest? Non l'ho scritta io"
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All'indomani dell'approvazione della manovra economica, il premier Berlusconi è tornato ad attaccare l'opposizione.''Di sicuro non consegnerò il Paese a Bersani, a Di Pietro e a Vendola, resterò al governo fino alla fine della legislatura', ha detto Silvio Berlusconi durante la presentazione del nuovo libro di Domenico Scilipoti.Resto al mio posto "nonostante il fango che mi viene gettato addosso e nonostante quello che si vorrebbe decidere nei cosiddetti e fantomatici salotti dei poteri forti", ha tuonato il premier. ''Credo che nessuno mi possa contraddire se dico che nessuno come me è stato oggetto di tanta violenza denigratoria. Una delle differenze tra noi e la sinistra è che per noi l'avversario è avversario, lo contraddiciamo ma lo rispettiamo. Per loro è un nemico da distruggere e ridicolizzare e a volte anche da odiare", ha aggiunto Berlusconi, che ha poi sottolineato: ''Questa non è solo la presentazione di un libro, ma un occasione per riflettere sugli ultimi mesi della politica, sui comportamenti dell'opposizione e sulla strordinaria capacità di diffamazione della quale la sinistra è capace".Secondo il premier ''gli avversari non si sono mai rassegnati alla sconfitta elettorale e hanno tentato di modificare il corso delle cose'', lavorando in Parlamento ''per ottenere quello che non hanno ottenuto nelle urne'. Ma Berlusconi ha confermato di sentire la fiducia del Paese, avendo "numeri sempre crescenti ed essendo legittimati a governare secondo le regole e la Costituzione''. "Grazie all'apporto dei 'responsabili' riusciremo a fare le riforme promesse, quella della giustizia, del fisco e dell'architettura istituzionale'', ha spiegato Berlusconi.Sul Welfare, il presidente del Consiglio ha invece commentato: "La crescita non dipende da noi, non dipende dal Governo: è un'illusione statalista della sinistra. A far crescere l'economia sono le imprese e chi nelle imprese ci lavora, è lo spirito di sacrificio con cui i cittadini sono disposti alla revisione di un welfare obsoleto e perché per garantire tutti non garantisce più nessuno".Il Cavaliere si è anche soffermato sulla tanto discussa 'norma salva-Fininvest', chiarendo: "E' una norma equilibrata e non c'é nulla che ci impedisca di reinserirla. Tanto ci sarà a breve una sentenza e dopo, quindi, si potrà pensare a reinserirla in Parlamento, perché non sarà più considerata una norma solo per la Fininvest o ad personam". Sempre sulla norma salva-Fininvest, Berlusconi ha smentito attriti con Tremonti: "Giulio la considerava una norma sacrosanta e non ha ritenuto di portarla al voto del Consiglio dei ministri pensando che fossero tutti d'accordo ed io ne ho avuto la conferma perché ad esempio Calderoli che non la conosceva mi ha detto 'perbacco se lo sapevo la potevo scrivere meglio'. Non c'é nessun giallo, appena ho visto le polemiche ho scritto una dichiarazione e ho ritenuto di farla togliere".


Berlusconi è stato però gelato dalla pronta replica del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che, durante l'assemblea della Coldiretti, ha detto: "Sei più' serio se dai l'idea che non fai il bene tuo, ma il bene comune. E' un'idea che vince. Se servi il Paese, fai le cose che credi siano giuste e non fai il furbo, pensando di fregare qualcuno''. ''La politica puo' fare molto male, ma per fare molto bene serve l'impegno di tutti. Non puo' farlo da sola'', ha aggiunto Tremonti.


La conferma di una situazione assai complicata all'interno della maggioranza arriva anche dal ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, che ha dichiarato oggi: "Ribadisco, ancora una volta, di non aver mai né letto né visto la cosiddetta norma sul Lodo Mondadori e di aver appreso della sua esistenza soltanto dai lanci delle agenzie di stampa, la settimana successiva al Consiglio dei Ministri ...". Italia chiama Italia

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