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Home / Italia / Caccia agli aggressori di Verona. Appello della madre della vittima
Mon, 05 May 2008 08:15:00

Caccia agli aggressori di Verona. Appello della madre della vittima




Il ragazzo di 29 anni è in condizioni disperate. All'esame i filmati per identificare i cinque veronesi autori del pestaggio. Gli inquirenti in cerca di possibili testimoni



"Chi ha visto qualcosa quella sera non abbia paura di dirlo perché un ragazzo non può essere in fin di vita per una sigaretta". Maria Tommasoli, la madre del giovane 29enne ricoverato in condizioni disperate si è affidata sabato al quotidiano l'Arena per lanciare il suo appello e trovare i conque balordi che la notte del primo maggio nel centro di Verona hanno picchiato selvaggiamente Nicola semplicemente perché si è rifiutato di offrire una sigaretta.

Mentre il giovane lotta contro la morte nel reparto di terapia intensiva della neurochirurgia dell'ospedale veronese di Borgo Trento, i carabinieri danno la caccia ai suoi aggressori ascoltando testimoni e visionando i filmati delle telecamere installate nel centro della città nella speranza di identificarli. Gli investigatori si augurano che la brutalità e il clamore della vicenda possano spingere altri possibili testimoni a collaborare alle indagini per risalire agli aggressori, cinque ragazzi veronesi.

I due amici che l'altra sera erano insieme a Tommasoli, anche loro aggrediti e picchiati dal gruppo, sono stati sentiti dai carabinieri, ma sono sconvolti per la sorte di Nicola e non sono in grado di fornire indicazioni utili alle indagini.

Intanto per il giovane ridotto in fin di vita, i medici nutrono poche speranze."C'è una gravissima sofferenza del cervello, o migliora, o peggiora e purtroppo la seconda ipotesi è quella più verosimile" ha riferito sabato il comandante dei carabinieri Giuseppe Serlenga. "I medici sono pessimisti" ha aggiunto, rinnovando l'appello a eventuali testimoni che possano fornire un contributo alle indagini condotte da carabinieri e polizia.

Per aiutare la memoria di possibili testimoni, il comandante ha precisato: "La provenienza dei cinque aggressori è certa perché parlavano il dialetto locale. Su questo particolare non abbiamo dubbi. L'età dei ricercati è al massimo di 25 anni: due indossavano jeans, due un giubbotto bomber, uno aveva un cappellino in testa".

Gli investigatori continuano a esaminare le riprese delle telecamere collocate nella zona di Porta Leoni, nel centro storico di Verona, dove è avvenuta l'aggressione. "Per ora l'esame delle telecamere non ha dato esiti positivi" ha spiegato il maggiore Serlenga, "le figure che si intravedono nei filmati sono troppo piccole e non si possono individuare i volti dei presunti aggressori".

(repubblica.it)


















































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