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Home / Italia / Verona, deceduto Nicola Tommasoli
Tue, 06 May 2008 07:59:00

Verona, deceduto Nicola Tommasoli


Materiale neonazista sequestrato


Il 29enne aggredito da 5 neonazisti dichiarato clinicamente morto. I genitori: sì all'espianto degli organi



Non ce l'ha fatta Nicola Tommasoli, il giovane rimasto vittima della brutale aggressione ad opera di un gruppo di cinque neonazisti. Ieri l'ospedale Borgo Trento di Verona lo ha dichiarato clinicamente morto. La conferma della morte è stata data dal direttore sanitario dell'azienda ospedaliera di Verona, Pierpaolo Benetollo. Alle 18 il collegio medico ha concluso il periodo di osservazione per l'accertamento di morte. I genitori del ragazzo hanno espresso il desiderio di donare gli organi ed i tessuti.

DA LESIONI GRAVISSIME A OMICIDIO - Ora passerà da lesioni gravissime ad omicidio l'ipotesi d'accusa nel fascicolo d'inchiesta per l'aggressione di Tommasoli, dichiarato morto dopo cinque giorni di agonia in seguito all'aggressione subita la notte del primo maggio a Verona. Nell'inchiesta sono coinvolti cinque giovani veronesi - uno residente in città e gli altri quattro in comuni vicini -, tre dei quali fermati tra domenica e lunedì. L'autopsia sul corpo di Nicola sarà disposta stamattina. Lo ha reso noto il procuratore aggiunto di Verona, Mario Giulio Schinaia, indicando che è stato dato anche il nulla osta necessario per l'espianto degli organi. Per quanto riguarda la causa della morte, si deve ritenere strettamente legata al vasto ematoma alla testa causato dai calci ricevuti. Secondo Schinaia, la nuova ipotesi d'accusa nell'inchiesta dovrebbe essere quella di omicidio preterintenzionale in quanto al momento non ci sarebbero elementi che possano sostenere che l'evento morte era voluto.

FERMATI ALTRI DUE GIOVANI - La Digos della Questura di Verona, intanto dopo che si è costituito Raffaele Delle Donne, ha fermato altri due giovani che hanno già reso una piena confessione. Polizia e carabinieri hanno eseguito l'arresto dei giovani a Illasi un paesino non lontano da Verona. Si tratta di Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico e Andrea Vesentini, 20 anni, promoter finanziario.

NESSUNA COLLABORAZIONE DAL PRIMO FERMATO - Non c'è stata nessuna collaborazione da parte di Raffaele Delle Donne, il ragazzo fermato dalla Digos di Verona perché coinvolto nel pestaggio di Nicola Tommasoli avvenuto la notte del 30 aprile, nell'individuazione degli altri quattro giovani coinvolti nel grave episodio. Donne, al momento del fermo, non si sarebbe espresso sui nomi dei suoi amici ma la Polizia sarebbe stata in grado di individuarli grazie a una serie di indagini eseguite nell'ambito dell'estrema destra e nel giro degli skinheads.

ALTRI DUE ANCORA IN FUGA - Restano quindi in libertà solo altri due componenti del gruppo dei picchiatori neonazisti protagonisti del pestaggio. Si troverebbero entrambi all'estero, probabilmente in Austria, dove sarebbero fuggiti in auto. La polizia li ha già identificati e i loro soprannomi sono "Peri" e "Tarabuio".

MOTIVI NON POLITICI - I motivi del pestaggio di Nicola Tommasoli non sono politici e la spiegazione della sigaretta negata è plausibile. Lo ha detto il sostituto procuratore di Verona, Francesco Rombaldoni, che conduce le indagini sull'aggressione al giovane disegnatore industriale ricoverato in coma all'ospedale di Verona.

LA SCENA DEL CRIMINE - Il 30 aprile scorso Raffaele Delle Donne, in compagnia di altri due giovani, i cui soprannomi sono Peri e Tarabuio, è in centro per bere qualcosa in un noto caffè dove si trova gran parte della gioventù cittadina. Sono circa le 23 e ai primi tre si aggiungono anche altri due, Corsi e Vesentini, due ragazzi della provincia che frequentano anche loro la curva sud dello stadio «Bentegodi». I cinque bevono un po' e poi si spostano per le vie del centro e raggiungono un altro pub. Verso le due di notte, notano tre ragazzi che stanno fumando sulla strada. Corsi si avvicina e chiede sgarbatamente una sigaretta, la risposta è un no secco e poi partono gli insulti da parte dei cinque ultras. I tre ragazzi che fumavano replicano alle parole e quindi si passa alle mani. Sono gli aggressori che cominciano a menare schiaffi contro gli altri tre continuando ad apostrofarli per chiedere una sigaretta: «Codino - dice uno degli aggressori rivolgendosi a un ragazzo che ha la coda di cavallo - dammi una sigaretta». Nella rissa Tommasoli cade a terra e due degli aggressori gli sferrano un calcio alla testa. Gli autori del pestaggio fuggono immediatamente, Delle Donne, Peri e Tarabuio vanno a casa, gli altri due tornano a Illasi (Verona), il paese dove abitano. In ospedale, intanto, Nicola Tommasoli è già in fin di vita ricoverato in terapia intensiva con un edema cerebrale. Ma polizia e carabinieri hanno già cominciato a muoversi per individuare i responsabili del pestaggio mentre Peri e Tarabuio fuggono all'estero in auto.

IL PADRE DI UN FERMATO: «VORREI ESSERE IL PADRE DELLA VITTIMA»- «Vorrei essere il padre della vittima anzichè il padre di mio figlio» ha detto tra le lacrime il padre di Raffaele Delle Donne, il primo giovane a costituirsi per il pestaggio di Verona. L'uomo l'ha detto agli investigatori quando si sono presentati nella sua casa a San Giovanni Lupatoto per cercare il figlio. «Ci ha fornito subito la massima collaborazione - ha detto il dirigente della Digos, Luciano Iaccarino - e crediamo possa avere avuto un ruolo determinante nel convincere il figlio a costituirsi».

(corriere.it)


















































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