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Redditi online, l'Agenzia delle Entrate: applicata la legge, l'unica novità è Internet
Tue, 06 May 2008 07:19:00 Redditi online, l'Agenzia delle Entrate: applicata la legge, l'unica novità è Internet
L'intento è quello di favorire una forma di controllo diffuso da parte dei cittadini rispetto all'adempimento degli obblighi tributari
L'Agenzia delle Entrate ha fornito al Garante della Privacy i
chiarimenti sulla pubblicazione online degli elenchi dei contribuenti.
Alla base della decisione, l'applicazione della normativa sulla
predisposizione e pubblicazione degli elenchi dei contribuenti e di
quella del codice dell'amministrazione digitale: «Un insieme di
disposizioni che disegnano un quadro di trasparenza fiscale al quale
l'Agenzia ha inteso attenersi». La ratio della norma è quella di
favorire una forma di controllo diffuso da parte dei cittadini rispetto
all'adempimento degli obblighi tributari
La scelta di Internet.
Quanto alla scelta di Internet quale mezzo di comunicazione, questa «è
stata fatta per adeguare i comportamenti dell'Agenzia a quanto
stabilito dal Codice dell'amministrazione digitale varato nel 2005, che
impone alla Pubblica amministrazione di utilizzare come strumento
ordinario di fruibilità delle informazioni la modalità digitale. Il
Codice, tra l'altro, impone alla Pubblica amministrazione l'uso delle
nuove tecnologie, per promuovere una maggiore partecipazione dei
cittadini al processo democratico e per facilitare l'esercizio dei
diritti politici e civili, sia individuali che collettivi, tra i quali
si può inquadrare il diritto alla consultazione degli elenchi dei
contribuenti».
Al vaglio del Pm informativa della Polizia postale.
Una prima informativa della polizia postale nell'ambito dell'inchiesta
avviata sulla pubblicazione on line degli elenchi dei contribuenti è al
vaglio del pm della procura di Roma. L'informativa è giunta nel
pomeriggio a Piazzale Clodio e sarà valutata dal procuratore aggiunto
Franco Ionta e dal pm Francesco Polino, che hanno aperto un fascicolo
con l'ipotesi di reato di violazione della privacy. Nella
documentazione acquisita dalla polizia postale c'è il provvedimento
amministrativo firmato dal direttore dell'Agenzia delle Entrate,
Massimo Romano, nonché la decisione dell'Autorità garante della privacy
con cui è stata sospesa la diffusione dei dati sugli elenchi dei
contribuenti. Dati che continuano a circolare in rete per il file
sharing fatto dai blog.
La denuncia dell'Adoc. In
seguito alla pubblicazione on line dei redditi degli italiani, l'Adoc
ha presentato una denuncia anche alla Polizia postale per violazione
della privacy: «Con questa denuncia anche la Polizia postale potrà
avviare le indagini per accertare eventuali violazioni della privacy -
ha dichiarato ieri Carlo Pileri, presidente dell'Adoc -. e le responsabilità di
chi sta continuando a diffondere i redditi sul web». Secondo
l'associazione, la pubblicità dei redditi, in base alla legge del 1973,
«è corretta e va mantenuta, anche in un'ottica di lotta all'evasione
fiscale - ha continuato Pileri - che l'Adoc sostiene fermamente. Ma è
necessario che venga previsto e attivato un sistema di identificazione
e di tracciatura delle operazioni effettuate».
Unc: bene i redditi pubblici. In
controtendenza rispetto alle maggioranza delle altre associazioni degli
utenti, l'Unione Nazionale Consumatori, che considera la possibilità di
consultare on line le dichiarazioni dei redditi dei cittadini italiani,
«un gesto concreto a favore della trasparenza amministrativa, che
andrebbe sempre difesa ed incentivata». L'associazione chiede anche «al
prossimo ministro dell' Economia di autorizzare la diffusione dei dati
per periodi anche più lunghi. A tale proposito - propone l'Unione
Consumatori - si potrebbero rendere note le dichiarazioni dei redditi a
partire dal 2001, così da consentire, a chi fosse interessato, una
comparazione tra anni diversi».
Ichino: passo coerente per lo sviluppo del sistema.
Spezza una lancia in favore della pubblicazione dei redditi online
anche il giuslavorista Pietro Ichino, eletto nelle liste del Pd: «Sono
a favore di questa misura - ha detto Ichino - tant'è che ho messo anche
io i dati analitici dei miei redditi 2005 e 2006 sul mio sito
personale. Appena sarò in possesso dei dati del 2007 renderò pubblici
anche quelli». Ichino ha spiegato di essere favorevole in particolare
per due ragioni: «Perché ho grande stima per il sistema svedese, dove
questa misura esiste da trent'anni e ha dato un significativo
contributo. E poi perché il principio di pubblicità sui dati dei
redditi era presente già da tempo, metterli on-line era solo un modo
per facilitare questa misura».
Armani sorride e non commenta.
Lo stilista Giorgio Armani, indicato come l'italiano che ha pagato più
tasse nel 2005 secondo i tabulati messi online, risponde con un «No
comment».
(ilmessaggero.it)
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