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Caso Abu Omar, il giudice: testimoni Berlusconi e Prodi
Thu, 15 May 2008 07:23:00 Caso Abu Omar, il giudice: testimoni Berlusconi e Prodi
Il processo per la extraordinary rendition che portò al sequestro di Abu Omar avrà due teste d'eccezione, Berlusconi e Prodi. Lo ha deciso il giudice di Milano Oscar Magi. Ma si aspetta la decisione della Corte Costituizionale sul conflitto tra poteri sollevato dal governo Prodi. Se l'esito fosse positivo, le testimonainze perderebbero utilità .
Berlusconi e Prodi dovranno testimoniare: svolta
decisiva nel processo per il sequestro dell’ex imam di Milano Abu Omar,
da mesi incagliato sul problema del segreto di Stato. A sbrogliare la
matassa ora sono chiamati direttamente in causa i due primi ministri
che erano a capo del governo nel corso della vicenda: Berlusconi al
momento del rapimento, Prodi quando si decise di secretare gli atti
della extraordinary rendition.
Nell’aula dle tribunale
di Milano, ieri c’è stata la moglie di Abu Omar, chiamata a ricordare
quel 17 febbraio del 2003 quando suo marito non tornò più a casa. «So
che fu avvicinato da uno che gli parlava in italiano – ha raccontare la
moglie – poi uscirono dal furgone in due, lo prelevarono tirandolo
all'interno del mezzo». Ma la storia poi finisce in un buco nero su cui
il segreto di Stato impedisce di indagare. Per questo il giudice Oscar
Magi ha deciso di ascoltare le testimonianze di Prodi e Berlusconi, che
quelle carte le conoscono bene. Insieme a loro racconteranno al loro
versione dei fatti anche i ministri della Difesa dei rispettivi
governi, Parisi e Martino, così come gli ex sottosegretari con delega
ai Servizi segreti, Gianni Letta ed Enrico Micheli
La
testimonianza di Berlusconi, Prodi e altri era stata chiesta dalla
difesa dell'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari, che è imputato nel
processo con 26 agenti della Cia. Secondo Pollari, infatti quelle carte
secretate lo scagionerebbero. «Berlusconi difende sempre in pubblico
Pollari – sostiene l’avvocato dell’ex capo del Sismi, Titti Madia –
perché conosce quei documenti».
Resta comunque da attendere il
verdetto della Corte Costituzionale, che deve decidere sul conflitto di
attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal governo Prodi contro
la magistratura milanese: in caso di esito positivo, come avverte il
giudice Magi, le testimonianze potrebbero rilevarsi «sostanzialmente
inutili».
(L'Unità)
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