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Otto italiani su 10: via i rom senza lavoro
Mon, 19 May 2008 07:44:00 Otto italiani su 10: via i rom senza lavoro
Sondaggio del "Giornale" sulla sicurezza: il 90% si aspetta interventi severi e urgenti dal governo, sette su dieci vogliono censire i nomadi attravreso impronte e test del dna. E la metà toglierebbe alle madri i figli costretti a mendicare.
Più dei romeni, più degli albanesi e dei nord africani: per gli
italiani sono i rom l’etnia, tra tutte quelle presenti sul territorio
nazionale, più pericolosa per l’ordine pubblico. E se non bastassero le
parole raccolte in questi ultimi giorni da Napoli a Milano, ora lo dice
anche un sondaggio dell’istituto di ricerca FN&G. Le comunità
nomadi sono state indicate dal 24 per cento degli intervistati come il
maggiore problema per l’ordine pubblico. Seguono gli albanesi - 22 per
cento - e i romeni, col 20 per cento.
La prova finale che gli italiani sono un popolo di razzisti, come hanno
denunciato dalla Spagna? Quello che emerge dalle risposte date agli
intervistatori è piuttosto il quadro di un Paese che non ce la fa più,
che vuole risposte: un razzista se la prende radicalmente con un
popolo. Gli italiani invece dividono la loro esasperazione in parti
uguali tra le comunità nomadi e le istituzioni. Se da un lato non
sopportano più la presenza di aree di degrado estremo all’interno dei
loro comuni, dall’altro rimproverano ai governi di non aver preso
provvedimenti radicali: per l’81 per cento delle persone l’immobilismo
della politica ha permesso che gli zingari fossero oggi un problema per
la sicurezza.
Ora vengono chiesti interventi non più rimandabili, che il Viminale
deve prendere a prescindere da pressioni esterne o condizionamenti di
sorta: l’86,9 per cento si dice molto (64,8) o abbastanza (22,1 per
cento) d’accordo all’idea che l’esecutivo appena insediatosi debba
affrontare l’emergenza rom «con la massima urgenza e severità».
Ma come? Per cominciare si potrebbe finalmente capire con esattezza
quanti siano, e in che modo distribuiti, i nomadi in Italia. Per ora
abbiamo solo le stime del ministero dell’Interno, che parlano di
140mila persone. Basta paragonare questa cifra con i numeri ufficiali
delle prefetture, che si fermano a poco più di 40mila, per capire che
la lotta all’illegalità di marchio rom deve partire dalla base. Il 66,5
per cento si è detto molto o abbastanza favorevole all’idea di fare un
censimento dei nomadi, prendendo loro le impronte digitali e il Dna.
«Solo» per il 56,7 per cento degli italiani i campi vanno smantellati,
mentre per ben l’80 per cento la polizia dovrebbe «entrare nei campi e
sequestrare tutta la merce di cui gli zingari non riescono a dimostrare
la provenienza». In linea anche le risposte alle domande riguardo alle
occupazioni di sinti e rom. Per il 76,6 per cento (suddivisi tra un
51,1 per cento molto e un 25,5 per cento abbastanza d’accordo) se un
nomade straniero non dimostra di avere un lavoro dopo tre mesi deve
essere allontanato dall’Italia. Infine la questione relativa alla vita
dei bimbi nei campi. Il 49,8 per cento si è detto favorevole a
«togliere» la podestà a quelle madri che portano con sé i figli a
mendicare per strada, e ad affidare i piccoli alle cure dei servizi
sociali.
(ilgiornale.it)
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