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Il Papa a Genova: "Mettere al bando le bombe a grappolo"
Mon, 19 May 2008 07:32:00 Il Papa a Genova: "Mettere al bando le bombe a grappolo"
E' l'appello di Benedetto XVI durante l'Angelus recitato in piazza Matteotti di fronte a tantissimi giovani della diocesi del capoluogo ligure: "Rimediare agli errori del passato ed evitare che si ripetano in futuro". Questa mattina l'incontro con i piccoli pazienti del Gaslini
Nella seconda tappa del viaggio pastorale in Liguria, Benedetto XVI incontrando ieri i giovani in piazza Matteotti a Genova ha lanciato un appello
perché vengano messe al bando le bombe a grappolo. ''Vorrei ora
ricordare - ha detto il Papa durante l'Angelus - un importante evento
che avrà inizio domani a Dublino: la
Conferenza diplomatica sulle munizioni a grappolo, convocata allo scopo
di produrre una Convenzione che interdica questi micidiali ordigni.
Auspico che, grazie alla responsabilità di tutti i partecipanti, si
possa giungere a uno strumento internazionale forte e credibile: è necessario infatti rimediare agli errori del passato ed evitare che si ripetano in futuro.
Accompagno con la mia preghiera le vittime delle munizioni a grappolo e
le loro famiglie, nonché quanti prenderanno parte alla Conferenza,
formulando i migliori auguri di successo''.
Rivolgendosi poi ai tantissimi che hanno accolto il Pontefice in piazza Matteotti, Benedetto XVI li ha esortati a non "essere giovani alla moda".
"Le mode si bruciano in un baleno, in una rincorsa frenetica e stordita
- ha spiegato Ratzinger - la giovinezza invece, quella della bontà,
resta per sempre. Anzi, sarà perfetta e splendente in Cielo con Dio''.
Il Pontefice ha quindi ricordato che "la giovinezza -quella vera-
non è questione di anni, di vigore fisico, di forma smagliante, di
efficienza" ma scoprire "i valori veri e grandi, allora non invecchia mai,
anche se il corpo segue le sue leggi". Secondo Benedetto XVI solo così
si resta giovani dentro irradiando bontà "perché la bontà sfugge alla
presa del tempo. Per questo possiamo dire che solamente chi è buono e
generoso è veramente giovane".
Prima dell'Angelus Benedetto XVI ieri mattina ha incontrato i piccoli pazienti dell'ospedale pediatrico Gaslini di Genova.
Ringraziando tutto il personale dell'Istituto il cui obiettivo, ha
spiegato il Pontefice nel suo discorso, è ''irraggiare il bene
attraverso l'amorevole cura dei piccoli ammalati", ha auspicato che l'ospedale, segnato da una storia di carità che fa di Genova una "città della carità cristiana", continui a svilupparsi "nelle tecnologie, nelle cure e nei servizi".
Nelle parole di Ratzinger rivolte a tutto il personale e ai bambini
del Gaslini c'è un messaggio di speranza che è Dio. ''La speranza che
si coltiva qui - ha precisato il Pontefice - ha buoni fondamenti.
Tuttavia per affrontare efficacemente il futuro è indispensabile che questa speranza sia sostenuta da una visione più alta della vita,
che permetta allo scienziato, al medico, al professionista,
all'assistente, ai genitori stessi, di impegnare tutte le loro
capacità, senza risparmiar sforzi per ottenere i migliori risultati che
la scienza e la tecnica possono oggi offrire, sul piano della
prevenzione e della cura. Ecco, allora, affacciarsi il pensiero della
silenziosa presenza di Dio, che accompagna quasi impercetibilmente
l'uomo nel suo lungo cammino nella storia. La vera speranza 'affidabile' è solo Dio, che in Gesù Cristo e nel suo Vangelo ha spalancato sul futuro la porta oscura del tempo''.
Benedetto XVI è stato accolto al suo arrivo nell'ospedale pediatrico dal sindaco di Genova Marta Vincenzi,
la quale ha fatto un chiaro riferimento alla legge sull'aborto
chiedendo al Papa di "non trasformare l'etica in un campo di lotta
politica".
Il ritorno a Roma del Papa è previsto questa sera dopo la messa del pomeriggio in piazza della Vittoria a Genova.
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