Le immagini delle violenze di Ponticelli hanno lasciato un'impronta indelebile nelle nostre coscienze e hanno dato all'Europa la percezione distorta di una intera nazione in guerra contro un'intera etnia. La realtà è un'altra.
In Italia c'è una sostanziale differenza tra chi, abitando in centro o nei quartieri residenziali più protetti, muovendosi in luoghi circoscritti e negli orari più fortunati, mostra una solidarietà pseudoculturale con tutti gli immigrati, personaggi eroici, resi belli dalla sventura come moderni Ulisse, e con i nomadi, associati nell'immaginario letterario ai forti e orgogliosi gitani o alla bellissima Esmeralda; e chi, abitando per necessità e non per scelta nei quartieri popolari contigui ai campi fatiscenti e alle palesi illegalità delle odierne comunità rom praticamente stanziali, vive a contatto di gomito una realtà da quarto mondo e deve combattere da solo con la quotidianità più becera, senza riuscire a intravedere un futuro diverso per i propri figli.
La Chiesa, poi, dall'alto del suo ministero, predica compassione e solidarietà: parole vuote di significato, se è vero come è vero che com-patire significa "soffrire con" e solidarietà significa partecipazione e condivisione. Non abbiamo visto finora preti esercitare la loro missione nei campi rom.
A parer nostro, chi vive tranquillo nel suo spazio civile ed egocentrico, difficilmente è in grado di comprendere le dinamiche di certi comportamenti popolari e " plebei", e tende a stigmatizzarli come persecutori e barbarici, senza approfondirne le cause.
Ma le cause delle violenze di Ponticelli potrebbero allargarsi a Posillipo, se a Posillipo si verificassero le stesse condizioni di invivibilità che hanno gettato nell'abisso della disperazione quegli abitanti. Certo, lo stile sarebbe diverso: non la camorra, ma le guardie del corpo garantirebbero la cacciata degli indesiderati; e invece che ad Annozero e sulle pagine dell'Unità, ne troveremmo notizia sul Sole 24 ore e su L'Economist, come di un necessario trasferimento dovuto alla creazione di nuove necessarie infrastrutture, concordato con il Presidente dell'Opera Nomadi e finanziato con il 5 x mille dei filantropi proprietari immobiliari del quartiere. Così va il mondo.
Margherita Genovese – Italia chiama Italia