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Home / Italia / La Franzoni in carcere a Bologna. Il pg di Torino chiede l'indulto
Fri, 23 May 2008 07:46:00

La Franzoni in carcere a Bologna. Il pg di Torino chiede l'indulto


Anna Maria Franzoni


Ha atteso i carabinieri nella casa di un'amica. E' rinchiusa nella circondariale della Dozza. L'avvocato di fiducia non si arrende: "Se ci fossero novità chiederemo di riaprire il caso". La donna potrà avere sei colloqui al mese con i figli




La prima notte nel carcere Dozza di Bologna, Anna Maria Franzoni l'ha trascorsa tranquilla, guardata a vista da due agenti della Polizia penitenziaria nel timore che potesse compiere un gesto incolsulto. Erano quasi le tre quando ha varcato il portone del carcere accompagnata dai carabinieri. La lunga attesa era finita qualche ora prima nella casa di un'amica sull'appennino bolognese, a Ripoli Santa Cristina. Stamattina, una breve passeggiata nel cortile della struttura, qualche parola scambiata con l'agente donna che l'accompagnava. Poi, l'incontro con lo psicologo.

"La battaglia legale continua". Nonostante la Cassazione ritenga Franzoni l'assassina di suo figlio Samuele e abbia confermato la condanna a 16 anni di reclusione, l'avvocato della donna, Paola Savio, non si arrende: "Se emergeranno nuovi elementi, magari con l'ausilio di tecniche scientifiche diverse, si può sempre ricorrere alla revisione del processo", ha detto mercoledì sera durante la trasmissione Matrix a Canale 5. "Il procedimento ha esaurito suoi gradi, ma il nostro ordinamento prevede anche l'istituto della revisione. E' un'eventualità anche se parlarne adesso è un po' presto".

Il pg chiede l'indulto. La Procura generale di Torino, intanto, ieri ha chiesto l'applicazione dell'indulto per Anna Maria Franzoni. L'iniziativa è dettata dalla norma e per la madre di Samuele questo comporterà uno sconto di tre anni della pena. Da Palazzo di Giustizia a Torino fanno sapere che si tratta di un automatismo dell'ufficio esecuzioni, che prima ordina l'esecuzione della condanna e poi prende atto delle varie disposizioni di legge. Non c'è, dunque, alcuna dicrezionalità nè nei tempi nè nei modi, ma si tratta di una prassi che viene attuata secondo le disposizioni di legge.

Gli amici: "Ti vogliamo bene". Davanti alla casa di un'amica dove la Franzoni si era rifugiata, mercoledì sera si erano dati appuntamento un gruppetto di amici. "Anna Maria ti vogliamo bene", le ha gridato una donna. Davanti al portone, la tensione è salita e la rabbia degli abitanti del paese è esplosa contro i giornalisti: "Lasciatela in pace. Basta!" Anche le due sorelle di Annamaria hanno urlato: "Sciacalli, andatevene via".

Sei colloqui al mese con i figli. In carcere, Anna Maria Franzoni avrebbe rinnovato la sua preoccupazione per i figli. Lo ha riferito il consigliere regionale dell'Idv Paolo Nanni che, insieme alla collega del Pd Gabriella Ercolini, ha visitato il carcere bolognese dove la donna è detenuta. I due non hanno avuto nessun contatto diretto con la Franzoni, hanno però parlato con la vicedirettrice e con altri responsabili della struttura. "Per il momento - ha detto Nanni - non ha avuto alcun contatto nemmeno con le altre detenute. E' in una cella singola, non grandissima. I responsabili della Dozza le hanno già assicurato che potrà avere sei colloqui ogni mese.

A Bologna uno striscione di solidarietà. "Dipingetevi la faccia di un rosso vergogna. Liberate una mamma innocente". Recita così lo striscione di solidarietà che alcuni cittadini hanno portato al carcere della Dozza. Sono convinti della sua innocenza, e anche a Cogne nelle ultime ore si sono moltiplicate le manifestazioni di incredulità per la sentenza. Una conoscente della donna confida: "Ho la casa vicino alla sua. Non posso credere che sia stata lei. E' una mamma dolcissima. Come si può pensare di lasciare soli i due bambini", dice con gli occhi bagnati dalle lacrime.

(repubblica.it)


















































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