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Marcegaglia: ''Scenario irripetibile, il Paese può rinascere''
Fri, 23 May 2008 07:56:00 Marcegaglia: ''Scenario irripetibile, il Paese può rinascere''
Il neo presidente di Confindustria dal palco della assemblea degli industriali, nel giorno del suo debutto ai vertici di viale dell'Astronomia: ''La crescita zero è la malattia dell'Italia''. E ai sindacati: ''Negozino superando le ideologie''.
''C'è uno scenario nuovo e irripetibile. Abbiamo la possibilità di far rinascere il Paese''. E' con ottimismo che il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia(nella foto),
guarda alla ''grande sfida'' che l'Italia si trova davanti per
lasciarsi alle spalle la logica del declino e ritrovare la strada della
crescita, dopo essere stata ''bloccata'' da troppo tempo.
''Da troppo tempo l'Italia è bloccata: non riesce ad assicurare
condizioni adeguate di benessere ai suoi cittadini e prospettive di
miglioramento ai suoi figli. Viviamo in un tempo - ha sottolineato ieri - in cui
il rischio più grande è quello di pensare solo a noi stessi, ai nostri
più diretti interessi, ciascuno alla propria generazione, alla stretta
quotidianità''.
Ma, ora, ha incalzato il leader degli industriali, ''abbiamo il dovere di dare risposte ai problemi di oggi e di immaginare uno storia per il futuro.
Dobbiamo sollevare lo sguardo e costruire un nuovo sviluppo''. E per
questo il Paese può sempre far conto su quella sua grande risorsa che è
''lo spirito italiano'' che sempre riesce a tirare fuori quando si trova di fronte alle grandi emergenze.
''Unità, coesione, iniziativa, dedizione, amore per noi stessi:
dobbiamo ritrovare lo spirito italiano che rende raggiungibile ogni
traguardo. Quello spirito italiano è imbattbile nelle emergenze. Deve
essere prassi anche nella quotidianità''.
Una platea bipartisan ha ascoltato all'auditorium del Parco della
Musica il neo presidente di viale dell'Astrooimia, da Silvio Berlusconi
al governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, da Fedele
Confalonieri al ministro dell'Economia Giulio Tremonti seduto vicino a
Vannino Chiti del Pd, ex ministro delle Riforme del governo Prodi. Tra
i presenti anche il leader del Pd Walter Veltroni , il capogruppo alla
Camera dell'Udc Pier Ferdinando Casini, l' ex vicepremier Francesco
Rutelli, l'ex responsabile degli Affari esteri Massimo D'Alema, il
leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro.
"La malattia dell'Italia si chiama crescita zero".
Non ha dubbi Emma Marcegaglia. Il ritorno alla crescita, a una crescita
sostenuta "deve essere il nostro vero obiettivo strategico", scandisce,
ammonendo: "Chi non condivide questa priorità gioca contro l'Italia e
gli italiani. Su questo non possono più esistere posizioni neutre".
Corporazioni agguerrite hanno impedito di sciogliere i nodi che ci
soffocano". Nei decenni passati, "rinviare gli interventi necessari,
distribuendo sussidi e posti di lavoro pubblico, ha condotto a
un'espansione della spesa, ad un fisco oppressivo, al secondo debito
pubblico in rapporto al pil di tutti i paesi industrializzati".
Poi cita Cormac McCarthy ma 'adatta' il titolo del best seller
dello scrittore americano 'Non è un paese per vecchi' alla situazione
italiana: ''Se guardo all'Italia - ha detto - devo dire con rammarico che non è un paese per giovani''.
Per rilanciare la competitività del Paese, in ogni caso, le imprese sono ''pronte a fare ogni sforzo'',
ha assicurato la Marcegaglia. Già in questi anni ''in un sistema Paese poco
competitivo le imprese hanno fatto grandi progessi. Si sono
ristrutturate e hanno investito sulla qualità, sui prodotti a più alto
valore aggiunto e con maggiore contenuto tecnologico. Hanno affrontato
a viso aperto il confronto sui mercati internazionali''. E oggi ''il
sistema industriale italiano appare complessivamente più forte, in
molti settori di nuova protagonista. Vogliamo fare ancora di più.
Guardiamo alla Germania, paese maturo che ha saputo ritrovare vocazione
industriale, forte competitività e capacità di leadership''.
Quanto all'''approvazione del decreto per la detassazione degli straordinari e dei premi variabili è un segnale importante. E' una misura che Confindustria propone da tempo". Poi si è rivolta ai sindacati ai quali chiede "di cambiare in profondità per non condannarci ad una perdita forte di competitività e di benessere.
Chiediamo di negoziare nell'interesse vero dei lavoratori e non di
qualche superata ideologia". "Sta al coraggio dei loro leader
impegiegare la loro forza a favore del cambiamento, del benesse, delle
opoortunità per i giovani", ha proseguito. Per quello che riguarda la
riforma per Confindustria dovrà "alleggerire il contratto nazionale per
dare più spazio e risorse alla retribuzione legata all'aumento di
produttivita' e ai risultati aziendali". E la riforma dovrà riguardare
anche il pubblico impiego che "inspiegabilmente ha ottenuto negli
ultimi anni incrementi retributivi più che doppi rispetto al settore
privato, senza alcun aumento di efficienza".
Poi è tornata sul licenziamento dei fannulloni, mettere fine a quello ''scandalo nazionale'' che l'assenteismo nel pubblico impiego. Emma Marcegaglia chiede con forza una ''grande ristrutturazione'' nella pubblica amministrazione. ''I tassi di assenteismo nel pubblico impiego sono - denuncia - uno scandalo nazionale.
Noi non accettiamo un sistema dove ci sono persone che timbrano il
cartellino e subito dopo abbandonano il posto di lavoro. E' un insulto
nei confronti dei lavoratori onesti, pubblici e privati''. Il pubblico impiego e la pubblica amministrazione hanno soprattutto
bisogno di una rivoluzione copernicana, che veda, peraltro, la politica
fare un passo indietro. ''Servono uno Stato leggero e rigoroso, una
pubblica amministrazione che funzioni, vicina ai cittadini e alle
imprese, inflessibile contro chi non rispetta le regole e danneggia la
comunità. Ci sono molte eccellenze anche all'intero della macchina
pubblica. Ma si tratta di generosità individuali e di professionalità
isolate''.
Italia chiama Italia
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