A Chiaiano, dopo una mattinata di scontri violenti con lancio di bombe
molotov e diversi feriti (tra cui un 22enne in gravi condizioni), c'è
stato sabato il corteo contro l'apertura della discarica e alla spicciolata sono
arrivati gli esponenti politici che aderiscono alla protesta popolare.
Come Alessandra Mussolini: «Io sto con la gente. Mi avevano detto di
non venire, ma io sto qui con voi per rendermi conto di persona di
quello che è accaduto».
TRE ARRESTI - Intanto, dopo un processo per direttissima, il
tribunale di Napoli ha convalidato gli arresti dei tre giovani fermati
venerdì. Per tutti è stata disposta la custodia agli arresti
domiciliari. A quanto si è appreso dal legale di uno dei tre, Pietro
Spaccafuoco, l'accusa è di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni
aggravate. Spaccafuoco era stato arrestato 15 giorni fa durante
un'altra protesta contro la discarica, sempre per resistenza a pubblico
ufficiale, mentre gli altri due arrestati non hanno precedenti
giudiziari. Il processo si celebrerà il 4 giugno. Domiciliari anche per
Pasquale Ricciardiello e al figlio Francesco, entrambi accusati di
resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Poche ore prima la Mussolini
aveva annunciato la loro scarcerazione, dicendo di aver parlato con il
capo della polizia Manganelli. Il processo nei loro confronti si
svolgerà il 9 giugno. Il tribunale ha motivato la decisione con il
rischio di reiterazione dei reati.
IL CORTEO - Nel luogo dove la folla aveva dato alle fiamme un
autobus, è stata costruita una nuova barricata, con drappi viola a
lutto. In via Cupa del cane, strada che porta alle cave di tufo, i
manifestanti hanno messo a salvaguardia del loro presidio una barriera
di cassonetti saldati insieme, catene di ferro e filo spinato. Le forze
dell'ordine hanno presidiato la zona e quelle intorno. Il consiglio comunale
di Maranosi si è riunito in seduta permanente e il sindaco Salvatore Perrotta e
tutti i consiglieri hanno partecipato al corteo che sfila dalla fermata della
metropolitana di Chiaiano verso la strada di collegamento con i comuni
di Marano e Mugnano e poi di nuovo al centro del quartiere napoletano.
I commercianti dell'area hanno esposto drappi viola in segno di lutto
per la decisione assunta nel decreto legge pubblicato sabato mattina
sulla Gazzetta Ufficiale. Al corteo si sono uniti anche l'ex
presidente della commissione Ambiente del Senato Tommaso Sodano (Prc),
che ha bocciato il piano Bertolaso definendolo «assurdo» e che contesta
in particolare il quarto termovalorizzatore, i sindaci di Marano e di
Mugnano Salvatore Perrotta e Davide Palumbo, i consiglieri comunali di
Napoli Franco Moxedano del Pd e Carlo Migliaccio, presidente della
commissione Ambiente.
BOMBE MOLOTOV - La mattinata di sabato è stata funestata da
violenti scontri fra polizia e manifestanti. Dopo una notte di relativa
tranquillità c'è stata una fitta sassaiola contro gli agenti e il
personale dell'azienda di mobilità urbana, intervenuti per liberare la
carreggiata dal bus incendiato. La folla ha urlato «assassini,
assassini» lanciando pietre. Quindi la carica della polizia. I
manifestanti hanno lanciato bombe carta e in terra sono state trovate
tre molotov.
FERITI - Fra i dimostranti un giovane di 22 anni è in
condizioni molto gravi dopo essere precipitato per cinque metri cadendo
da un parapetto, un altro uomo è stato ferito alla testa. Due agenti,
feriti lievemente da una molotov lanciata dai dimostranti, sono stati
portati al pronto soccorso dell'ospedale Cardarelli e medicati. Dopo un
breve ricovero sono stati dimessi. È tornato a casa anche un ragazzo di
12 anni, rimasto coinvolto negli scontri di venerdì sera e quindi
portato in ospedale. Il bilancio degli scontri di venerdì era stato di
undici i feriti, tra dimostranti ed esponenti di forze dell'ordine.
BERTOLASO: «CI VORRANNO 30 MESI» - Il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio con delega ai rifiuti Guido Bertolaso
sta incontrando da ieri i sindaci, i presidenti di municipio e
le autorità locali dei comuni dove dovranno essere realizzate le
discariche previste dal decreto, proprio per spiegare i contenuti del
provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri mercoledì scorso. Il
primo appuntamento è stato ieri in Prefettura a Napoli alle 16 con il
sindaco di Serre, Palmiro Cornetta e, a seguire, con il presidente
della municipalità di Chiaiano. «Ci vorranno trenta mesi, tanta
collaborazione, tanta determinazione e tanta umiltà, ma la strada per
la soluzione dell'emergenza rifiuti in Campania è stata tracciata» ha
detto Bertolaso.
(corriere.it)