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Roma, il "pirata" resta in carcere. Gip: "Ma non è omicidio volontario"
Tue, 27 May 2008 08:05:00 Roma, il "pirata" resta in carcere. Gip: "Ma non è omicidio volontario"
Fermo convalidato per Stefano Lucidi che investì e uccise due giovani sulla Nomentana. Reato derubricato nel meno grave "colposo". L'avvocato: "Presto chiederò i domiciliari"
Resta in carcere ma per omicidio colposo e non per omicidio volontario, Stefano Lucidi,
il pirata della strada che giovedì sera ha investito e ucciso Flaminia
Giordani e Alessio Giuliani in via Nomentana. Lo ha deciso il gip dopo
aver convalidato il fermo del giovane. Decade quindi l'ipotesi
formulata in un primo momento secondo cui il comportamento
dell'automobilista senza patente, che passò con il rosso a velocità
elevata e fuggì senza prestare soccorso, fosse un comportamento che
potesse giustificare una volontarietà omicida.
Reato derubricato.
Il giudice per le indagini preliminari, convalidando l'arresto in
carcere, ha derubricato il titolo del reato, modificandolo in "omicidio
colposo aggravato dalla previsione dell'evento, e omissione di
soccorso". La differenza è sensibile: con l'omicidio colposo il massimo
della pena è 16 anni e ampie sono le misure alternative, con il
"volontario" il tetto si alza quasi del doppio raggiungendo quota 30
anni.
La Procura era di tutt'altra opinione.
Scriveva pochi giorni fa l'ufficio requirente: "Un soggetto che
attraversa ad alta velocità e con il semaforo rosso un incrocio in un
centro, ad alta densità abitativa, è consapevole della forte
probabilità che altri possano passare con il verde. Era evidente che
non poteva essere evitato l'incidente. Quindi Lucidi, pur prevedendo la
possibilità di poterlo determinare, ha accettato il rischio che si
potesse verificare".
L'avvocato: "Chiederemo i domiciliari".
La scelta del gip è stata accolta favorevolmente dal difensore
dell'imputato che ha annunciato una prossima richiesta di arresti
domiciliari per il suo assistito: "Stefano è costernato dalle
conseguenze dell'incidente - ha detto l'avvocato Basilio Fiore - ed
esprime solidarietà alle famiglie dei due ragazzi investiti".
Il caso Vernarelli. Omicidio colposo fu pure il reato contestato a Friedrich Vernarelli,
l'automobilista romano che la notte tra il 17 e il 18 marzo scorso
investì e uccise due turiste irlandesi nei pressi di Castel Sant'Angelo
e scappò senza prestar loro soccorso. Come per Lucidi, i magistrati
hanno convalidato il fermo in carcere, dove tuttora è trattenuto, ma
hanno giudicato infondata l'ipotesi di equiparare il comportamento
dell'automobilista, alla guida della sua Mercedes completamente
ubriaco, come quello di un assassino volontario.
(repubblica.it)
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