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Home / Italia / Rifiuti, 25 arresti a Napoli: prefetto indagato. Le accuse: traffico illecito e truffa
Wed, 28 May 2008 07:54:00

Rifiuti, 25 arresti a Napoli: prefetto indagato. Le accuse: traffico illecito e truffa




I pm: compiuta una colossale opera di inquinamento del territorio Napolitano: essenziale non cedere a pressioni localistiche



Arresti a Napoli per presunte irregolarità nella gestione del commissariato rifiuti. I Carabinieri del Nucleo tutela ambiente (Noe) hanno eseguito ieri mattina 25 ordinanze di custodia cautelare. Avviso di garanzia anche al prefetto di Napoli, Alessandro Pansa. Tra i destinatari delle ordinanze di arresto della procura di Napoli c'è anche Marta De Gennaro, responsabile del settore sanitario del dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando l'attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti. Per la De Gennaro, come per gli altri indagati, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il funzionario della Protezione civile faceva parte della squadra di tecnici che hanno lavorato sia sotto il commissario Pansa sia con Gianni De Gennaro.

I reati contestati agli indagati, sempre secondo quanto si è appreso, sarebbero, a vario titolo, traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Tra i destinatari dell'ordinanza ci sarebbe anche Michele Greco, attuale dirigente della Regione Campania e precedentemente alla Protezione civile.

Coinvolti anche i vertici dell'Ecolog. Anche i vertici della Ecolog, la società titolare dei treni con cui fino al 2007 sono stati trasferiti i rifiuti campani in Germania, sono tra i 25 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare. Si tratta dell'amministratore delegato Roberto Cetera e del direttore tecnico Lorenzo Miracle. L'indagine dei Pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello riguarderebbe proprio i treni spediti in Germania e in particolare i codici con cui venivano contrassegnate le ecoballe. Al centro delle indagini Michele Greco, consulente di più commissari per l'emergenza rifiuti. Per 24 dei 25 destinatari dell'ordinanza l'accusa è di associazione per delinquere.

L'inchiesta, denominata "rompiballe", è stata eseguita dal Noe dei carabinieri. La denominazione trae spunto da un'intercettazione telefonica e fa riferimento all'improprio trattamento delle cosiddette ecoballe di immondizia che, a quanto pare, per un determinato periodo di tempo, sarebbero state frantumate e il cui contenuto sarebbe poi stato sversato in discariche. Titolari dell'inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari sono i pm della procura di Napoli Paolo Sirleo e
Giuseppe Noviello, coordinati dal procuratore aggiunto, Aldo De Chiara. Si tratta degli stessi magistrati che condussero l'inchiesta sull'attività del commissariato per i rifiuti che ha portato al rinvio a giudizio ed al processo, appena cominciato, tra gli altri, per il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino e per i vertici della società Impregilo. 

Pm: colossale opera di inquinamento del territorio. Una «colossale opera di inquinamento del territorio, posta in essere anche grazie a connivenze presenti ai più alti livelli e perseguita anche confidando nella possibilità di nascondere, proprio sotto le tonnellate di quei rifiuti che si dovrebbero smaltire correttamente, la pessima gestione degli stessi». Così i pm della procura di Napoli Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo descrivono, nell'ordinanza firmata dal gip Rosanna Saraceno, lo scenario dei presunti illeciti alla base dell'operazione "Rompiballe". Secondo i magistrati, per quanto riguarda i soggetti privati coinvolti nell'inchiesta «le vicende dimostrano la persistenza di un modello di gestione piegato esclusivamente ad interessi economici e quindi incline a violare qualsiasi interesse collettivo« compresi »quelli della salute e dell'ambiente». Le responsabilità dei soggetti pubblici riguardano invece «l'assoluta lontananza dell'anelito, o quantomeno, dal mero dovere di garantire il rispetto della legge e, attraverso questa, la tutela degli interessi pubblici sottesi, in favore di una attività preordinata solo a garantire l'apparenza della propria efficienza ed efficacia di funzionari addetti».

Pansa: inchiesta chiarirà mia correttezza. «Sono convinto che gli sviluppi dell'inchiesta chiariranno la correttezza del mio comportamento», ha detto all'agenzia Ansa Pansa, commissario per l'emergenza rifiuti per sei mesi, dall'estate scorsa fino a dicembre 2007. «Ieri mi è stato notificato dalla Procura della Repubblica di Napoli - ha proseguito il prefetto - un avviso di garanzia quale persona sottoposta a indagini per concorso in falso in atto pubblico, relativamente a un provvedimento da me emesso il 18 dicembre 2007 nella qualità di commissario di governo delegato per l'emergenza rifiuti in Campania». «Attendo del tutto sereno - ha detto ancora il prefetto Pansa - l'esito degli accertamenti ed esprimo la fiducia massima nei confronti della magistratura». «Continuo il mio lavoro di prefetto di Napoli - ha concluso - con lo stesso impegno di sempre». 

Intercettato anche Bertolaso. Ci sono anche i nomi del sottosegretario ai rifiuti Guido Bertolaso, di Giacomo Aiello e Angelo Borrelli, rispettivamente i responsabili dell'ufficio legislativo e dell'ufficio economico del Dipartimento della protezione civile, e del responsabile della Direzione generale per la qualità della vita del ministero dell'Ambiente Gianfranco Mascazzini nelle carte dell'inchiesta della procura di Napoli. Il capo della Protezione Civile compare in alcune intercettazioni in cui parla con Marta Di Gennaro, il dirigente del Dipartimento finito agli arresti domiciliari. Ed è sempre al telefono con Di Gennaro che vengono intercettate anche le conversazioni con Mascazzini e con i due funzionari del dipartimento della protezione civile. Quasi tutte le telefonate sono relative alla realizzazione della discarica di Terzigno, indicata dal decreto legge approvato l'11 maggio del 2007 e convertito in legge a luglio dello stesso anno, e al materiale che dovrebbe esservi scaricato. In una delle intercettazioni si parla anche del costo di spedizione delle ecoballe all'estero.

Manifestanti di Chiaiano, a giorni il ricorso al Tar. Un ricorso al Tar della Campania sarà presentato a giorni dai legali dei manifestanti di Chiaiano contro il decreto che individua il vallone del quartiere periferico di Napoli come possibile sede di una discarica da 700 mila tonnellate. I residenti di Chiaiano si quoteranno per sostenere le spese legali. Intanto nel quartiere, la mobilitazione continua in varie forme anche spontanee.

Le trivelle e i tecnici dell'Arpac intanto ieri mattina sono entrati nell'area della cava di Chiaiano scortati dalla polizia dove dovrà essere allestita una discarica di rifiuti. Sul posto non sono presenti manifestanti e le operazioni si stanno avviando con tranquillità. Dopo giorni di proteste, la notte scorsa erano state rimosse le barricate dai cittadini. La decisione è arrivata al termine di una lunghissima discussione fra i manifestanti che hanno trovato l'accordo, accogliendo l'appello fatto dal sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, presente sul posto. I manifestanti proseguiranno comunque questa mattina il presidio pacifico in piazza in attesa che giungano i tecnici che dovranno effettuare i rilievi nelle cave. I mezzi dell'Arpac sono arrivati a Chiaiano entrando da un accesso secondario di via Camaldoli evitando l'arteria dove nei giorni scorsi c'è stato il presidio. L'area sulla quale dovranno essere eseguiti i saggi è molto ampia. Una decina i tecnici impegnati, al momento, nelle operazioni.

Napolitano: no a pressioni localistiche. «È essenziale non cedere mai a logiche di arroccamento, di cedimento a pressioni localistiche, di contrapposizione fra province». È questa la «raccomandazione» che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fa sull'emergenza rifiuti, ricevendo al Quirinale la delegazione dell'Unione Province italiane, guidata dal presidente dell'Upi Fabio Melilli.

Giovedì Bertolaso in commissione ambiente alla Camera. Il sottosegretario Guido Bertolaso sarà presente giovedì pomeriggio alle 14.30 alla riunione della commissione Ambiente di Montecitorio, che ha all'ordine del giorno l'esame del decreto sull'emergenza rifiuti. Lo ha riferito il presidente della commissione Angelo Alessandri al termine della riunione di oggi.

Iervolino: in estate Napoli pulita. Con uno spot che invita a visitare Napoli d'Estate, il sindaco Rosa Iervolino durante la registrazione di Lucignolo, in onda su Italia 1 il lunedì, ha affermato: «Venite in vacanza a Napoli quest'estate, vi faremo trovare la città perfettamente pulita anche in periferia». Il sindaco ha poi sottolineato che sono comunque tanti gli stranieri, soprattutto orientali, che visitano Napoli. «Napoli non ha solo il mare bello ma ben altro e non sarei così preoccupata perché alla fine le presenze sono in calo, ma ci sono», ha concluso il sindaco che ha anche sottolineato di divertirsi nel fare la raccolta differenziata.

Notte di roghi. Ancora una notte di cumuli in fiamme intanto tra Napoli e provincia. Gli interventi dei Vigili del Fuoco sono stati oltre cinquanta. I cumuli, secondo quanto riferisce la Centrale operativa dei Vigili del fuoco, sono spesso mini discariche per spegnere le quali ci si impiega anche un'ora. La notte scorsa gli interventi sono stati messi in atto soprattutto alla periferia di Napoli, nella zona di Ponticelli e Agnano, e nei comuni di Casoria, Sant'Antimo, Afragola, Casalnuovo.

Sardegna. Proseguono i trasferimenti via mare dei rifiuti campani in Sardegna, nell'ambito del piano concordato nelle scorse settimane dal commissario straordinario De Gennaro con diverse Regioni italiane. Ieri mattina circa 60 camion carichi di spazzatura sono in fila nel porto di Napoli, in attesa dell'imbarco sulla nave traghetto che, nelle prossime ore, partirà per la Sardegna.

(ilmessaggero.it)


















































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