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Home / Italia / Mutui: cosa cambia con l’intervento del Governo - di Max Farina
Thu, 29 May 2008 20:19:00

Mutui: cosa cambia con l’intervento del Governo - di Max Farina




L’operazione del Ministro Tremonti, primo intervento posto da anni ad alleviare il caro Mutui per le famiglie italiane.




Dopo quattro anni di crescita dei tassi di interesse finalmente il governo interviene coinvolgendo l’ABI (Associazione Bancaria Italiana). L’obiettivo è ridare una boccata di ossigeno alle famiglie italiane che combattono con un problema per loro ora molto serio, il mutuo.

A marzo del 2004  il tasso Euribor segnava storicamente il suo livello più basso cioè 2,07%. L’Euribor è l’indice percentuale di riferimento per il calcolo degli interessi sui mutui a tasso variabile, le banche nei contratti di mutuo stabiliscono per la determinazione dell’interesse da calcolare sulla rata ad un dato periodo il tasso Euribor più uno spread (margine) percentuale variabile tra lo 0,70% e l’1,30%; questo significa praticamente che nel 2004 l’interesse su una rata di mutuo costava tra il 2,77% ed il 3,37% mentre oggi costa tra il 5,12% ed il  6,00%.
 
Cosa è successo dal 2004 ad oggi?
La variazione in salita dei tassi è stata costante fino ad aprile del 2008 dove l’Euribor ha fatto segnare rispetto al marzo del 2004 un +2,35% ritornando ai livelli dell’agosto del 2001.

Ma quanto costa in più un mutuo alle famiglie rispetto a 4 anni fa? Difficile dirlo con esattezza, dipende dalla durata del contratto, ma in media se il capitale residuo ammonta a circa 100.000 euro la rata dovrebbe costare approssimativamente 200,00 euro in più al mese, non poco per chi con famiglia ha uno stipendio di poco superiore ai mille euro. Molte famiglie che vivevano in affitto qualche anno fa spinte dalla riduzione dei tassi di interesse  e dalle banche che erogavano mutui fino al 100% del valore dell’immobile, avevano deciso di acquistare la loro prima casa, confidando in un economia europea sana ed un inflazione contenuta e controllata. Purtroppo le aspettative sono state disattese e le famiglie si sono ritrovate a far fronte oltre che ad un incremento del costo della vita, anche alle rate di mutuo che in alcuni casi crescevano, laddove il mutuo era stato erogato fino al 90% o 100% del valore dell’immobile anche di 400 o 500 euro al mese; insostenibile!!  per un lavoratore dipendente.

Cosa ha fatto il governo insieme all’ABI? Hanno stabilito, per i contratti di mutuo  a tasso variabile stipulati prima del 2007, la possibilità di poter convertire il mutuo variabile trasformandolo in uno a rata costante, con la variabilità del periodo di rimborso.

Per meglio cercare di chiarire quest’ultimo aspetto, se una famiglia aveva stipulato un mutuo a tasso variabile nel 2006 con una rata di 700 euro circa, presumibilmente oggi ne starà pagando quasi 900;  la stessa potrà, facendone richiesta alla banca mutuataria,  trasformare il contratto in vigore e tornare a pagare i 700,00 che pagava nel 2006, la differenza di costo tra la rata di mutuo  attuale e quella del 2006 verrà accantonata dalla banca in un conto appositamente acceso dall’istituto erogante; poi durante il periodo di rimborso le fluttuazioni dei tassi potranno generare degli incrementi,  come anche delle diminuzioni di questo conto appositamente aperto. Al termine del contratto, se il saldo del conto dovesse essere  ancora  a debito, il mutuatario continuerà a pagare per qualche altro mese le rate di mutuo; contrariamente, se il saldo dovesse risultare a credito, la banca restituirà al mutuatario le somme incassate in più. Le famiglie interessate da questo problema si stima siano più di 1.500.000: basti pensare che nel 2005 i contratti di mutuo a tasso variabile stipulati rappresentavano il 65% del totale mentre oggi ne rappresentano appena il 20%.

E’ un passo in avanti importante, un segnale di attenzione serio, la strada intrapresa da questo governo ritengo sia quella giusta, speriamo vadano avanti così. Certo molti altri problemi dovranno essere ancora affrontati, nel frattempo auguriamo al nuovo governo di proseguire il buon lavoro.

Max Farina - Italia chiama Italia


















































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