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Accordo tra cosche per gestione appalti pubblici, 33 fermi a Reggio Calabria
Wed, 18 Jun 2008 06:37:00 Accordo tra cosche per gestione appalti pubblici, 33 fermi a Reggio Calabria
Al centro dell'inchiesta gli appalti per i lavori di ammodernamento della Ss 106 Jonica. Gli indagati ritenuti legati ai cartelli della 'Ndrangheta della Locride Morabito-Bruzzaniti-Palamara, Maisano e Vadala-Tali
Associazione mafiosa finalizzata alla spartizione e gestione di
pubblici appalti riferiti a grandi opere. Ma anche infiltrazione in
pubbliche amministrazioni, locali e regionali, e procacciamento di
voti. Con queste accuse circa 200 carabinieri del Comando provinciale
di Reggio Calabria, con il supporto dei 'Cacciatori' e di unità
cinofile del Gruppo operativo Calabria di Vibo Valentia, hanno eseguito 33 fermi nel comprensorio che si estende da Bova Marina ad Africo Nuovo.
Le persone fermate fanno parte delle cosche che fanno capo alle
famiglie Morabito-Bruzzaniti-Palamara, Maisano, Vadalà, Talia, attive
nella fascia jonica della provincia. Secondo l'accusa avevano
costituito un vero e proprio 'cartello' per regolare, anche grazie alla
collusione di alcuni personaggi politici ed esponenti delle
istituzioni, la
spartizione della gestione o comunque il controllo delle attività
imprenditoriali relative all'esecuzione di importanti opere pubbliche.
Tra queste la 'variante di Palazzi', compresa nel programma delle
'grandi opere', e la costruzione di un plesso scolastico (l'Istituto
Superiore comprensivo 'Euclide' di Bova), appaltata dalla Provincia di
Reggio Calabria ed andata subaffidata alla ditta collegata al boss
Giuseppe Morabito (conosciuto come 'Tiradritto') a seguito di accordi
che le forze dell'ordine ritengono siano stati presi in un summit
tenutosi tra i più autorevoli rappresentanti delle cosche della
'ndrangheta dell'area jonica.
Le misure restrittive costituiscono un'ulteriore fase di
un'articolata attività investigativa condotta dai carabinieri di Reggio
Calabria sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia
e denominata 'bello lavoro',
che nello scorso mese di febbraio aveva portato al sequestro preventivo
di sette cantieri allestiti per la realizzazione della c.d. 'variante
di Palazzi', opera che rientra nei lavori di ammodernamento della Ss
106 Jonica nella cui realizzazione erano state riscontrate difformità,
potenzialmente incidenti sulla tenuta strutturale dei manufatti, tra i
materiali impiegati e quelli previsti dai protocolli di settore.
Ulteriore elemento scoperto dai carabinieri è dunque il nuovo
assetto delle consorterie criminali che hanno trovato un vero e proprio
accordo per la spartizione dei proventi degli appalti pubblici, al
punto da creare nuovi organismi direttivi a tutti gli effetti con le
rappresentanze delle famiglie mafiose. Significativa l'assenza di danneggiamenti o atti intimidatori nell'area controllata dalle famiglie in totale accordo. Secondo gli inquirenti, infatti, gli episodi intimidatori avvengono nelle zone dove le consorterie sono in contrasto tra loro.
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