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Immigrazione, nuovi sbarchi al Sud. Operazione di polizia nel viterbese
Thu, 19 Jun 2008 06:28:00 Immigrazione, nuovi sbarchi al Sud. Operazione di polizia nel viterbese
Una barca con 27 persone approdata sulle coste calabresi a Condofuri (RC)
Soccorso dalla Marina gommone con 74 persone 8 miglia a sud di Lampedusa
Arrestati imprenditori accusati di favoreggiamento e sfruttamento di clandestini
Non si fermano i viaggi della speranza dei migranti, mentre emergono
nuovi casi di sfruttamento della manodopera clandestina. Una barca è
giunta ieri mattina sulle coste calabresi a Condofuri (Reggio
Calabria). A bordo c'erano 27 persone provenienti dalla Repubblica del
Mali. Sul luogo dello sbarco sono giunti gli uomini della Guardia
costiera e del commissariato cittadino che hanno verificato le
condizioni di salute dei profughi. Solo per due persone si è reso
necessario il ricovero in ospedale ma non versano in condizioni gravi.
Gli altri sono stati portati negli uffici del commissariato per la
fotosegnalazione e appena termineranno queste operazioni verranno
trasferiti in un centro d'accoglienza.
Un altro gommone con 74 persone, tra le quali due donne, è stato
soccorso la scorsa notte dalla nave Fenice, della Marina Militare, a 8
miglia a sud di Lampedusa. L'allarme era stato lanciato da un motopesca
che stava trainando alcune gabbie per l'allevamento dei tonni. Gli
immigrati, trasbordati su una motovedetta della Guardia costiera, sono
giunti in porto intorno alle 3.
In precedenza a largo di Lampedusa erano stati soccorsi altri due
barconi: il primo, con 72 clandestini, tra cui sette donne e tre
bambini, la seconda "carretta" aveva a bordo 52 immigrati, tra cui
cinque donne. Gli immigrati sono stati
accompagnati nel Centro di prima accoglienza e soccorso dell'isola da
dove ieri riprenderanno i trasferimenti, dopo che martedì erano state
superate le 800 presenze prima dello smistamento di 150 extracomunitari
con due voli civili verso il Cpt di Brindisi.
E' emergenza anche a Malta, dove martedì l'altro si sono registrati cinque
sbarchi consecutivi, per un numero complessivo di quasi duecento
immigrati. Alcuni di loro, rimasti aggrappati per ore alle gabbie per
l'allevamento dei tonni, sono stati ricoverati nell'ospedale Mater Dei
dell'isola.
E proprio tra le coste libiche e Malta sarebbe colato a picco dieci
giorni fa il barcone con 150 immigrati,
secondo quanto comunicato dalle autorità di Tripoli a quelle egiziane.
I cadaveri di alcune vittime del naufragio sarebbero tra quelli
recuperati nei giorni scorsi dalla nave Sirio della Marina Militare
italiana e dalle motovedette maltesi.
L'Alto commissariato Onu per i rifugiati ha intanto reso noto che una
delle quattro barche partite in quei giorni dal porto libico di Al
Zuwarah e che risultava ufficialmente "dispersa" sarebbe invece
riuscita ad approdare a Malta, mentre altre due erano state soccorse
dalle motovedette italiane al largo di Portopalo di Capo Passero.
Intanto una vasta operazione di polizia si è svolta in tutta la
provincia di Viterbo: gli uomini della Digos e della squadra mobile
hanno eseguito numerosi arresti di italiani e stranieri, ritenuti
appartenenti a un'organizzazione dedita al favoreggiamento e allo
sfruttamento dell'immigrazione clandestina.
Gli arresti eseguiti sono finora dodici. In manette alcuni imprenditori
viterbesi, molto noti nella zona, che, secondo gli investigatori, con
la complicità di alcuni cittadini egiziani, avrebbero messo in piedi un
sistema per far ottenere permessi di soggiorno agli immigrati in cambio
di denaro. Secondo l'accusa, gli imprenditori avrebbero assunto
clandestini che venivano licenziati subito dopo aver ottenuto il
permesso di soggiorno. Le indagini sono partite dalle segnalazioni di
alcuni immigrati licenziati da ristoranti nei quali lavoravano. Le
ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip di Viterbo su
richiesta del pm Paola Conti.
(repubblica.it)
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