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Immigrato morto in un container
Mon, 23 Jun 2008 06:21:00 Immigrato morto in un container
La vittima aveva circa 30 anni. Con lui, nel cassone di un Tir, c’erano altri cinque clandestini
Potrebbe essere stato il caldo soffocante a uccidere un immigrato
clandestino trovato morto, ieri, nel porto di Venezia. Il corpo dell'uomo è
stato rinvenuto nel rimorchio di un camion - non un container come
appreso in un primo momento - e si tratta probabilmente di un
clandestino iracheno. Aveva circa 30 anni.
L’ultimo dramma
dell’immigrazione clandestina si è consumato ieri nel porto di Venezia.
Qui infatti è arrivato il camion greco sul cui rimorchio avevano
tentato di nascondersi sei immigrati, tra marocchini, iracheni e
iraniani e siriani. Ma il caldo soffocante di questi ultimi giorni ha
trasformato il cassone del Tir in un forno, condannando uno dei sei
giovani. La polizia di frontiera di Venezia lo ha trovato già cadavere,
senza un documento nè un soldo. Gli altri cinque compagni di «fuga»,
ridotti in cattive condizioni per la disidratazione, si sono comunque
salvati. Dopo essere stati curati in ospedale e rifocillati sono stati
affidati ai servizi sociali del Comune di Venezia.
Parlano
quasi esclusivamente le lingue dei loro Paesi, dell’Italia non sanno
nulla, e sono senza documenti. Il dramma è iniziato quando dal
traghetto greco della "Anek Lines", che fa la rotta da Patrasso a
Venezia, il personale ha sentito dei rumori. Erano i cinque uomini che
chiedevano aiuto. È probabile che gli immigrati si fossero intrufolati
sul rimorchio del camion - che trasportava abbigliamento - al porto di
Patrasso, e non è escluso che avessero proprio l’Italia come obiettivo
finale. Dalla nave greca è stata avvisata la polizia di frontiera di
Venezia, alla quale è toccata la terribile scoperta. In mezzo agli
scatoloni di vestiti c’erano il cadavere del giovane iracheno e gli
altri cinque clandestini, disidratati dalle estenuanti ore di viaggio,
durante il quale la temperatura del cassone potrebbe aver sfiorato i 50
gradi.
Gli immigrati non avevano nè cibo nè acqua, ma solo
qualche bottiglia vuota. Le condizioni drammatiche nelle quali sono
stati trovati i cinque uomini non hanno ancora permesso di ricostruire
con esattezza le fasi del viaggio. Gli stranieri, con l’aiuto di
interpreti, saranno sentiti ora dal magistrato della procura di
Venezia. Quanto all’autista del camion greco, la sua posizione non è
ancora stata definita dalla polizia. L’uomo avrebbe detto di non sapere
nulla dei clandestini rifugiatisi nel rimorchio.
(lastampa.it)
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