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Home / Italia / Il Vaticano: "Su Marcinkus-Orlandi accuse infamanti verso un morto"
Wed, 25 Jun 2008 06:44:00

Il Vaticano: "Su Marcinkus-Orlandi accuse infamanti verso un morto"




Duro comunicato della Santa sede dopo le rivelazioni di pentiti e testimoni sul coinvolgimento dell'ex presidente dello Ior nel rapimento di Emanuela Nuove rivelazioni: la ragazza sequestrata perché il padre aveva visto documenti scottanti Gli inquirenti potrebbero chiedere di ispezionare la tomba di De Pedis a Sant'Apollinare



''Infamanti'' e ''senza fondamento''. Così la Santa sede definisce le accuse contro monsignor Paul Marcinkus in relazione al caso Orlandi, fatte da pentiti e super testimoni della Banda della Magliana. Ed emergono nuovi dettagli dell'interrogatorio di Sabrina Minardi: la ragazza sarebbe stata sequestrata perché il padre Ercole, commesso della prefettura della Casa pontificia, avrebbe avuto tra le mani documenti scottanti. Gli inquirenti potrebbero chiedere al Vaticano di ispezionare la tomba di Renatino De Pedis, sepolto nella chiesa romana di Sant'Apollinare.

La Santa Sede. In una dichiarazione il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha commentato le notizie relative al rapimento di Emanuela Orlandi e all'ipotesi di un diretto coinvolgimento dell'allora presidente dello Ior. ''La tragica vicenda della scomparsa della giovane Emanuela Orlandi è tornata di attualità nel mondo della informazione italiana. Colpisce il modo in cui ciò avviene, con l'amplissima divulgazione giornalistica di informazioni riservate, non sottoposte a verifica alcuna, provenienti da una testimonianza di valore estremamente dubbio. Si ravviva così il profondissimo dolore della famiglia Orlandi, senza dimostrare rispetto e umanità nei confronti di persone che già tanto hanno sofferto".

"Accuse infamanti". Secondo padre Federico Lombardi, si tratta di "accuse infamanti senza fondamento nei confronti di monsignor Marcinkus, morto da tempo e impossibilitato a difendersi. Non si vuole in alcun modo interferire con i compiti della magistratura nella sua doverosa verifica rigorosa di fatti e responsabilità - sottolinea il direttore della sala stampa vaticana -. Ma allo stesso tempo non si può non esprimere un vivo rammarico e biasimo per modi di informazione più debitori al sensazionalismo che alle esigenze della serietà e dell'etica professionale''.

L'ispezione alla tomba. Gli inquirenti romani titolari dell'inchiesta su Emanuela Orlandi potrebbero prendere in esame la possibilità di chiedere al Vaticano di ispezionare la tomba di De Pedis. A piazzale Clodio potrebbe essere valutata a breve la possibilità di verificare se la chiesa romana di Sant'Apollinare, dove si trovano i resti di "Renatino", ucciso nel febbraio 1990, sia o meno sotto la giurisdizione dello Stato Vaticano. L'eventuale ispezione della tomba, che comunque dovrebbe essere autorizzata dalla Santa Sede, è stata più volte sollecitata dai familiari di Emanuela Orlandi.

Tra l'altro, in una puntata del programma "Chi l'ha visto" di qualche anno fa andò in onda la telefonata di un uomo il quale sosteneva che per scoprire la verità sulla ragazza scomparsa 25 anni fa si doveva "andare a vedere nella tomba di De Pedis". In passato, alla richiesta di notizie sui motivi della sepoltura di "Renatino" a Sant'Apollinare, il Vaticano non ha mai risposto agli inquirenti. Nel 2005 inoltre il Vicariato di Roma non autorizzò la riesumazione del cadavere di De Pedis.

Il rettore della chiesa. "Le valutazioni competono ai magistrati, al Vicariato di Roma e alle famiglie coinvolte; se la decisione venisse presa da queste istituzioni, in maniera regolare, io non avrei certo niente da ridire". Lo ha dichiarato a "24 minuti", free press del gruppo "Il Sole 24 Ore", don Pedro Huidobro, rettore della chiesa di Sant'Apollinare. Nell'articolo che compare oggi sul quotidiano don Pedro si dice anche stanco delle polemiche: "In questi casi meno si parla e meglio è", afferma il rettore.

I motivi del rapimento. Intanto emergono altri particolari dell'interrogatorio di Sabrina Minardi, ex amante del boss della banda della Magliana Enrico De Pedis, detto Renatino. Emanuela Orlandi, secondo la donna, sarebbe stata sequestrata perché il padre Ercole, commesso della prefettura della Casa pontificia, avrebbe avuto tra le mani alcuni documenti che non avrebbe dovuto vedere. La testimone delle indagini sul rapimento della ragazza riferisce confidenze che le avrebbe fatto il suo compagno di allora sotto l'effetto di cocaina. De Pedis le avrebbe ripetuto più volte che si trattava di un gioco di potere.

Il bambino scomparso. Domenico Nicitra, il bimbo di 11 anni scomparso il 21 giugno '93 assieme allo zio e figlio di un imputato del processo alla Banda della Magliana, sarebbe stato gettato vivo in una betoniera a Torvaianica. E' un altro particolare, agghiacciante e contraddittorio, fornito agli inquirenti da Sabrina Minardi. Contraddittorio perché la teste sostiene di aver appreso la circostanza dal suo compagno dell'epoca che, però, nel '93 era già morto da tre anni.

La donna avrebbe pregato gli investigatori di andare a trovare le ossa della giovane che sarebbe stata gettata nella betoniera, come le avrebbe detto De Pedis. La Minardi dà anche alcune indicazioni sul cantiere che lei ricorda situato alla fine di Torvaianica, vicino ad un forno. L'episodio viene collocato temporalmente dalla Minardi in inverno, anche se le sue dichiarazioni sulle date sono a volte illogiche.

(repubblica.it)

















































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