Tue, 01 Jul 2008 06:12:00 Inflazione record: +3,8% a giugno, mai così alta dal '96. Volano pasta (+22%) e pane (+13%)
Corrono anche i prezzi alla produzione: +7,5%, picco dal 2003
L'inflazione a giugno è salita al 3,8% dal 3,6% di maggio, portandosi
così ai massimi da luglio 1996. Lo comunica l'Istat nella stima
preliminare, aggiungendo che su base mensile i prezzi sono aumentati
dello 0,4%. In base alla stima provvisoria, l'indice armonizzato dei
prezzi al consumo registra a giugno una variazione del +0,5% rispetto a
maggio e del +4% su giugno 2007, la variazione tendenziale più alta dal
gennaio 2001. Il tasso di inflazione acquisito per il 2008, cioè quello
che si registrerebbe se l'indice dei prezzi al consumo rimanesse allo
stesso livello misurato a giugno nella restante parte dell'anno, è al
3,2%. Al netto degli energetici l'indice registra una crescita del
2,9%.
Alimentari e carburanti. Sono ancora alimentari e
carburanti le voci che fanno accelerare l'inflazione a giugno: i
prodotti alimentari e bevande analcoliche sono cresciuti del 6,1%, con
un forte incremento soprattutto per la pasta i cui prezzi salgono in un
anno del 22,4% (dal 20,7% di maggio). Il pane registra un leggero
rallentamento (+13% dal 13,3% di maggio). In forte tensione anche il
comparto energetico, dove si registra un aumento dei prezzi del 14,8%
tendenziale (dal 13,1% di maggio) e del 2,8% su base mensile. L'aumento
congiunturale è dovuto soprattutto ai carburanti, in particolare al
gasolio, i cui prezzi in un mese sono cresciuti del 5,5%, portando
l'aumento tendenziale a sfondare il +31,2% (dal 26,3%); la benzina in
un mese è aumentata del 4,7% e in un anno del 12,6% (dall'11,1%).
Prezzi alla produzione: +7,5%.
L'Istat ha inoltre comunicato che i prezzi alla produzione
dell'industria italiana a maggio sono aumentati del 7,5%, la variazione
tendenziale massima da gennaio 2003. Su base mensile, l'aumento è stato
soprattutto quello dei prodotti petroliferi raffinati (per il 73%): in
questo settore, in particolare si è registrato un aumento congiunturale
del 10,3%, il più alto da sempre. A livello di raggruppamenti,
l'energia spiega l'87% della variazione congiunturale dell'indice,
mentre il restante 13% è dovuto ai beni intermedi.
(ilmessaggero.it)
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