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Napolitano, sì al lodo Alfano: rispetta i rilievi della Corte
Thu, 03 Jul 2008 06:51:00 Napolitano, sì al lodo Alfano: rispetta i rilievi della Corte
Salvapremier, Di Pietro: è dittatura
Il lodo Alfano va alle Camere. Il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano ha autorizzato la presentazione del ddl che prevede
l’immunità delle cinque più alte cariche dello Stato nel corso del loro
mandato. È la riedizione riveduta e corretta del famigerato Lodo
Schifani, che nel 2004 fu bocciato dalla Corte Costituzionale: ora il
governo lo ha riscritto e Napolitano ha verificato che, almeno in
questa prima fase, il disegno di legge ha recepito quei rilievi che la
Consulta aveva sollevato quattro anni fa. Insomma, si va avanti, anche
alla luce dell’importanza dell’«assicurazione del sereno svolgimento
delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche» che la Corte
aveva evidenziato. Napolitano ha scelto così la linea morbida,
quella di abbassare i toni della polemica, così come aveva fatto già
martedì in occasione del parere del Csm sulla norma “salvapremier”, il
provvedimento che sospende i processi, chierendo che il giudizio
negativo del Consiglio superiore della Magistratura in quel caso era
del tutto legittimo e rispettoso del ruolo assegnato al Csm dalla
Costituzione. E ciò lascia intendere che la sua moral suasion potrebbe farsi molto più dura nel momento in cui quest’altro provvedimento dovesse arrivare alle Camere.
Sulla
sospensione dei processi – che riguarderebbe anche il procedimento in
cui sono imputati Berlusconi e il giudice Mills ma in gerere
sospenderebbe tutta una serie di processi per reati puniti con meno di
dieci anni di pena, compreso stupri, rapine e casi di corruzione
commessi prima del giugno 2002– la questione infatti si fa diversa. E
il confronto parlamentare su questo punto sensibile del decreto
sicurezza iniziato proprio mercoledì in Parlamento continua ad essere
molto teso. Per il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di
Pietro, addirittura la norma salva-premier «contiene tutti i
presupposti per una dittatura». «La Costituzione dice che tutti i
cittadini sono uguali davanti alla legge – attacca Di Pietro – E
allora, caro presidente del Consiglio che ora qui non c'è, si faccia
giudicare come tutti gli altri e la smetta di cercare attraverso la
legge di sfuggire alle maglie della Giustizia». (l'unità)
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