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"Mini-Alitalia" nei piani di Intesa: una compagnia nazionale snella che comprenda Air One
Thu, 03 Jul 2008 06:36:00 "Mini-Alitalia" nei piani di Intesa: una compagnia nazionale snella che comprenda Air One
Intesa Sanpaolo sta disegnando una mini-Alitalia da integrare con Air One, tarata sui voli nazionali, sui principali collegamenti europei e qualche rotta intercontinentale. E che esca da SkyTeam....
Intesa Sanpaolo sta disegnando una mini-Alitalia da integrare con Air
One, tarata sui voli nazionali, sui principali collegamenti europei e
qualche rotta intercontinentale. E che esca da SkyTeam. Per il timone
Intesa avrebbe in mente Rocco Sabelli, il manager che Carlo Toto
avrebbe ingaggiato se a dicembre il governo l’avesse preferito al posto
di Air France. La bozza del progetto Intesa potrebbe metterla a punto
entro lunedì prossimo. Subito dopo il decollo però verrà imbarcato il
partner internazionale.
New Alitalia nascerà da uno spezzatino
reso possibile dall’avvento della Marzano 4 (le prime due sono servite
per Parmalat, la 3 per Volare). Ieri fonti del governo hanno confermato
a Radiocor l’ipotesi che Intesa chiede garanzie al governo per
procedere allo spezzatino, come anticipato da Il Messaggero del 28
giugno: un provvedimento legislativo in fase di definizione da parte
dei legali della banca advisor e del ministero dell’Economia che oltre
ad accelerare lo sdoppiamento in due dell’attuale compagnia, allunghi
la durata dell’ombrello protettivo degli ammortizzatori sociali a
favore dei dipendenti ritenuti in surplus che rimarrebbero in carico
alla vecchia Alitalia assieme ad Az servizi e a quasi tutte le società
di manutenzione.
Quanti sono gli esuberi? Potrebbero essere
attorno a 10 mila, una cifra impressionante se non viene gestita
attentamente dal punto di vista sindacale e sociale. Per questo Corrado
Passera ha fatto scendere in campo da pochissimi giorni Francesco
Micheli, direttore generale e chief operating officer della Superbanca,
a capo anche del personale, che ha gestito l’esodo volontario di 6500
dipendenti, a seguito della fusione fra Intesa e Sanpaolo, senza un’ora
di sciopero. Micheli avrebbe già iniziato con molta riservatezza a
prendere contatti coi vertici delle organizzazioni sindacali allo scopo
di preparare il terreno del confronto. Che comunque, grazie alla
Marzano 4 avrebbe tempi più ristretti, circa un mese e mezzo visto che
il nuovo paracadute tecnico-giuridico - da inserire eventualmente in
sede di conversione del decreto del 30 maggio - prevederebbe un
dimezzamento a tre mesi dei tempi per far sì che il commissario possa
far decollare la Nuova Alitalia-Air One. Meglio, parte del vettore
abruzzese visto che Toto, nei numerosi colloqui avuti negli ultimi
giorni con Passera, Giulio Tremonti e Claudio Scajola, avrebbe
prospettato l’intendimento di non conferire tutto il gruppo Ap holding.
E qui potrebbe rinascere la sua vecchia idea di mantenere il
controllo della flotta aerea che darebbe in affitto. In queste
condizioni la newco dei nuovi soci - lo stato resterebbe nella vecchia
Alitalia - potrebbe aver bisogno di circa 1,6 miliardi, di cui 800
milioni in equity - parte mediante l’apporto di Air One da parte di
Toto e 800 milioni circa di debito. Intesa sarebbe pronta a formare un
consorzio bancario nel quale potrebbe far entrare le banche che
assistevano Toto lo scorso anno: Morgan Stanley e Nomura. Più altri
istituti. Ma l’altro aspetto che i legali di Intesa stanno valutando
riguarda la rinegoziazione dei contratti di lavoro dei dipendenti di
New Alitalia. Nella newco acquirente al fianco di Toto, Intesa dovrà
reclutare altri partner. Anche se negli ultimi giorni avrebbe
registrato un atteggiamento di distacco di Roberto Colaninno. Il patron
della Piaggio sarebbe entrato a condizione del coinvolgimento da subito
del partner estero (preferenza per Lufthansa) e che la posizione di
Toto fosse molto marginale: in questo contesto avrebbe investito anche
fino a 300 milioni di equity per assumere un ruolo operativo, per
esempio la presidenza. A questo punto, salvo che Passera non riesca in
un miracolo, al massimo Colaninno potrebbe mettere un cip di 50
milioni, assieme all’investimento di altri imprenditori come Ligresti e
Gavio. E comunque Passera confida di convincere i vertici di Intesa a
scommettere nel progetto intervenendo anche nell’equity.
(ilmessaggero.it)
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