Si fa sempre più insistente la voce secondo cui gli agenti della Politur, nonostante il loro delicato mandato ed incarico di prevenzione e repressione, ottengano ingenti benefici dal giro della prostituzione, che è una delle attività più floride e diffuse nella Repubblica Dominicana, così come in tutti i Paesi ad economia in difficoltà.
Infatti, negli ultimi tempi i commercianti delle località turistiche vicine alla Capitale Santo Domingo, in particolare a Boca Chica ed Andrès, hanno più volte denunciato un incremento nelle rapine, nei furti, soprattutto da parte di minorenni, ma anche il coinvolgimento, evidente e grave nello stesso tempo, di molti agenti della Polizia Turistica nelle stesse attività illecite, particolarmente in quella della prostituzione che prospera con i tanti turisti che soggiornano nelle tanto apprezzate e frequentate località balneari.
Certamente l’opinione dei residenti stranieri ed in coloro che svolgono, da anni, attività commerciali ed imprenditoriali, è che si presenta assai difficile, se non impossibile, la lotta alla delinquenza ed al malaffare, quando chi dovrebbe intervenire a tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico è coinvolto nelle stesse azioni malavitose che dovrebbe combattere.
Così come appare evidente che i molti, giovanissimi delinquenti, riuniti in bande, prendono di mira commercianti e turisti stranieri nella più assoluta indifferenza di una Politur che fa finta di non vedere o che si limita ad intervenire soltanto nei casi più gravi. Addirittura appare sempre più evidente e manifesto che molti esponenti della Polizia turistica non facciano nulla per combattere le forme più esasperate e pericolose della prostituzione, dal momento che molte delle donne, alcune delle quali giovanissime, che si dedicano a questa attività sono loro amiche o familiari.
Secondo un’indagine condotta a Boca Chica dagli inviati del Diario Libre durante le ore serali e notturne, le attività illegali si svolgono, soprattutto con il coinvolgimento dei minorenni, in maniera molto plateale e per nulla mascherata proprio di fronte agli stessi agenti della Politur.
L’auspicio di tutti è che intervengano al più presto le Autorità locali, di polizia, politiche ed amministrative del territorio e, se del caso, quelle nazionali, affinchè il fenomeno di corruzione e di coinvolgimento diretto della Politur negli eventi delittuosi venga a cessare, riportando ordine, legge e rispetto delle regole fondamentali e dei ruoli in una zona così importante per le attività turistico-imprenditoriali dell’Isola dominicana.
Camillo Giulia – Italia chiama Italia