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Home / Rep. Dominicana / Boca Chica, Repubblica Dominicana: “rivoluzione” in spiaggia – di Camillo Giulia
Tue, 15 Jul 2008 07:20:00

Boca Chica, Repubblica Dominicana: “rivoluzione” in spiaggia – di Camillo Giulia


Un "politur" (polizia del Turismo) sulla spiaggia di Boca Chica


Dopo lo “sgombero” de “Il Gabbiano”, anche “Il Colibrì” ed altri stabilimenti-ristoranti rischiano la chiusura. In questi giorni diventa sempre più dura la lotta all’abusivismo, vero o presunto, sul litorale di Boca Chica

di Camillo Giulia


 

Che la spiaggia di Boca Chica, la più vicina alla Capitale Santo Domingo, soffra di carenze strutturali ed organizzative è fatto notorio e che un intervento di ripristino della legalità e del decoro fosse, non solo opportuno, ma improcrastinabile, tra l’altro auspicato e sollecitato da anni,  è anch’essa un’esigenza  di cui abbiamo riferito in più occasioni su questo nostro Portale.

Qualche segnale che le cose stavano, gradatamente, prendendo una piega diversa la si era cominciata ad avvertire nei mesi precedenti, allorchè alcuni provvedimenti - con cariche e raid della Polizia ed anche dell’Esercito - avevano cercato di allontanare i cosiddetti “busconi”, personaggi della malavita locale che vi svolgevano le loro attività illegali.

Più recentemente, avevamo registrato positivamente la sistemazione, con asfalto e luci, delle strade di collegamento tra la centralissima via Duarte e la spiaggia.  Negli ultimi giorni vi è stato poi lo sgombero “coatto” (http://www.italiachiamaitalia.net/news/122/ARTICLE/9784/2008-06-30.html) con abbattimento pressoché totale, di uno stabilimento, tra quelli un tempo più frequentati ed “in” della spiaggia, “Il Gabbiano”, a conclusione di una diatriba giudiziaria tra l’ultima (presunta, a questo punto dobbiamo dire) proprietà e l’attuale gestore.

Adesso, però, il problema si sta allargando e le autorità amministrative della località balneare hanno deciso di “sfrattare”, definitivamente, dalla spiaggia tutti coloro che hanno insediamenti fissi, ovvero stabilimenti, con annessi bar-ristoranti, ma che su di essi non possono vantare un titolo legittimo.

In pratica, pare che da parte degli amministratori e dei responsabili della sicurezza di Boca Chica vi sia l’intenzione di dare nuova immagine e legalità a questa bellissima località balneare e ciò nell’interesse dei tantissimi turisti - italiani e non solo - che ogni anno la scelgono come meta delle proprie vacanze, ma anche accogliendo, finalmente, l’invito di tutti coloro che vi operano come imprenditori ed artigiani, che, dal degrado e dalla illegalità diffusa, a tutti i livelli, vedono compromesse le loro iniziative turistiche e commerciali in genere.

In particolare, un’annosa vertenza vede cinque stabilimenti che operano sulla spiaggia di Boca Chica, contrapposti ad  una famiglia che rivendica la proprietà  di una vasta area del litorale nel  quale da anni svolgono la loro attività questi impianti balneari, come il già citato Gabbiano, ma anche il Fuente  de  Mar, l’Ozuna, il Verde Luna ed infine “Il Colibrì”, del simpatico e bravo campano Bruno, uno degli attuali, più accoglienti ristoranti sul mare.

La questione legale risale a diversi anni fa, quando la famiglia Pineyro, rivendicando  la proprietà di quel tratto di litorale, si è rivolta al tribunale per farla liberare dai ristoranti che vi si erano installati.

Nei primi giorni di luglio è stata presa la decisione finale che prevede, per gli stabilimenti coinvolti, una deroga di poco tempo, dopo di che le autorità passeranno ai fatti, con le ruspe, facendo asportare o abbattere tutte le strutture considerate illegali o illegittimamente installate.

Certamente la “situazione” non appare di facile soluzione, per via, soprattutto,  delle ovvie, gravi implicazioni che tale “sgombero” potrà avere sulle maestranze impiegate nei servizi di spiaggia e di ristorazione. Ma anche perché le condizioni finanziarie, per una regolarizzazione sia in termini di acquisto o di affitto delle strutture, poste agli attuali detentori dai presunti proprietari, pare siano del tutto esose.

In questo contesto, quel che spiace ai residenti ed ai turisti abituali della spiaggia di Boca Chica, è che possano sparire, nei prossimi giorni, gloriosi e prestigiosi stabilimenti, come appunto il Colibrì, dove generazioni di clienti con le loro famiglie hanno trascorso ore spensierate di fronte a questo spicchio di mare dei Caraibi.


Camillo Giulia – Italia chiama Italia
 

 



















































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