Il portale dell' informazione di tutti gli italiani





la tua e-mail per ricevere le notizie  più importanti
Tuo Nome :
Tua E-mail :
 
Cosa ti aspetti dal 2009?
Tanti, tanti soldi
Amore
Vorrei viaggiare di più
Se c'è la salute, c'è tutto

Home / Rep. Dominicana / LE PIRATE DEI CARAIBI - di Ermanno Filosa
Wed, 13 Aug 2008 07:45:00

LE PIRATE DEI CARAIBI - di Ermanno Filosa




Due mondi separati, si incontrano: quello turistico di erotismo e bellezza, quello locale di fame e ricerca di riscatto




Nei panni dell'avventuroso Will Turner dei Pirati dei Caraibi, con la camicia sbottonata sul petto e i riccioli lunghi a stento trattenuti dalla coda di cavallo, Orlando Bloom ha fatto innamorare le donne. Va bene, ma esistono anche “Le pirate dei Caraibi”: non è  un film, ma lo spaccato di una realtà che ogni giorno si consuma tra piacere e trasgressione, amorevole  e tirannica complicità nel mondo dei Caraibi. Meglio di un film, quindi. Vediamo.

I Caraibi vengo presi d’assalto, da oltre un  decennio a questa parte, da donne  canadesi e  americane, anche italiane; le nord-americane sono  per lo piu’ cinquantenni, le italiane tra 25-35 anni. Noi italiani all’estero che qui ai Caraibi ne abbiamo visto di cotte e di crude, le chiamiamo “Le Pirate“.

Qui golf e passeggiate a cavallo sulla spiaggia sono la regola.   Penelope Cruz, Brad Pitt, Barbra Streisand o il calciatore Bobo Vieri, arrivano ai Caraibi per passare qualche settimana di relax lontano dai riflettori, una sana pausa nella vita lavorativa. Ma poi arrivano “le pirate”.

Hanno talento, e spirito di indipendenza, sanno chi sono e cosa vogliono fare. In pratica sono  donne  padrone e consapevoli del proprio destino, sensualmente seducenti, ma non troppo. Hanno capito il concetto socio-psicologico della “affidabilità”, e lo sanno manovrare: costruire un cerchio di fiducia intorno a loro e alle esigenze erotiche è la loro arte insuperabile; fuori può succedere di tutto, ma finché loro sanno mantenere “i  due”   dentro al cerchio non c'è da preoccuparsi .Vivono il piacere, che altre donne sognano.Si liberano.

In questo solare paradiso dell'amore libero e a pagamento, gli stalloni prediletti sono bei mulatti: li chiamano Sanky Panky, e ne hanno tratto un film di discreto successo proiettato nelle sale dei Caraibi e in alcune città americane e canadesi. Vengono buttate al mare, così, tutte le parabole sul colonialismo, e sui mille razzismi incrociati in un universo coloniale o post-coloniale; importante è alimentare con la realtà palpitante il sogno di vivere la libertà praticata e non solo teorizzata. Le donne pirata  scoprono, quindi, una felicità fisica e magari hanno il primo romantico rilassamento della loro vita, si rifanno della disattenzione o della beffa che le circonda nei loro Paesi; i ragazzi trovano un modo di campare nella loro terra povera. La prostituzione maschile si trasforma in lieta amicizia e bella vita; le giornate passate pigramente insieme con gli amanti sulle spiagge, tra le palme, davanti a un mare d’incanto, a un passo dai bungalow dove le turiste abitano, rimarranno frenetici brividi nella memoria. I mulatti dai denti bianchi, e il sorriso accattivante, danno appagamento alle bianche,  e loro  contente danno soldi e a volte mettono in gioco il proprio sentimento. Capita anche che si innamorino.

Due mondi separati, si incontrano:  quello turistico di erotismo e bellezza, quello locale di fame e ricerca di riscatto; le vie notturne piene di musica e di ubriachi, le case cadenti, sono testimoni di questo “mano nella mano”, una ostentata tenerezza possibilmente solo di vetrina. La donna pirata dei Carabi e l’uomo mulatto tutto muscoli e  desiderio di affrancamento, vengono visti tra mezzi sorrisi dalle donne locali; è probabile che lo stallone non abbia un buon giudizio verso le donne che comprano il suo corpo; l’incontro-scontro erotico non cancella l’incomunicabilità:  quella sociale, culturale, antropologica che persiste anche nell’epoca della globalizzazione. Gli abissi di classe che separano le pirate e l’uomo dei Caraibi trovano però a volte una simbiosi psicologica. Una stonata e assordante complicità. Comunque, importante è sentirsi pieni di vita, anche perchè a volte le  donne-turiste cercano altra donna, sempre mulatta, sempre giovane e scattante, sempre sorridente e docile: le chiamano "amica affettuosa". Va bene.

Alla fine, comprediamo. Le pirate dei Caraibi, anche se attraversano contrasti e contraddizioni, sono quasi soltanto delle anime in pena in libera uscita, assetate di avventure erotiche; rivaleggiando e osteggiandosi, spesso infiorettano dialoghi mondani di natura rotocalchi doc. Fantasticano. A volte capita che vengano strangolate, sulla spiaggia bianca, e sotto la luna piena: che bisogno vi è di violentarle e ucciderle, se le pirate dei Caraibi possono pagare bene in dollari fumanti una calda seduta  d`amore. Mondo cane,che rabbia.     

Ermanno Filosa – Italia chiama Italia


















































© 2006 Italia chiama Italia. Tutti i diritti sono riservati.