L’Europa dell’est e l’Asia centrale sono le regioni che si trovano ai vertici della classifica
La Banca mondiale ha stilato una lista di Paesi che, nel periodo giugno 2007-giugno 2008, hanno compiuto riforme per facilitare gli scambi commerciali e gli affari internazionali. Doing Business 2009 classifica ben 175 Paesi sulla base di dieci indicatori che regolano le attività commerciali; in particolare si prendono in considerazioni i requisiti legali necessari per iniziare e amministrare un affare, nonché i tempi e i costi che tali requisiti portano con loro. La graduatoria, invece, non analizza aree comunque importanti per il commercio estero, come quella macroeconomica, la qualità dell’infrastruttura, la volatilità monetaria, le percezioni degli investitori e, soprattutto, il tasso di criminalità del Paese interessato.
L’Europa dell’est e l’Asia centrale sono le regioni che si trovano ai vertici della classifica, giacché oltre il 90 per cento dei loro Stati hanno intrapreso riforme importanti nel lasso di tempo analizzato. Ma la notizia fondamentale per il sub-continente latino-americano è che ben due Paesi, la Colombia e la Repubblica dominicana, figurano fra i primi dieci Stati al mondo. Insieme ai due diligenti Paesi, rispettivamente al settimo e all’ottavo posto, inoltre, si sono messi in luce per la loro ottima attività riformista: l’Azerbaigian, l’Albania, il Kirghizistan, la Bielorussia, il Senegal, il Burkina Faso, il Botswana e l’Egitto. Scende di due posizioni la Bolivia, che nel rapporto dell’anno precedente si collocava al quinto posto, ma la buona notizia è sicuramente la new entry della Repubblica dominicana. Il Brasile, inoltre, ha sviluppato il commercio con l’estero, aprendo le porte dei suoi mercati a investitori stranieri e permettendo alle sue imprese di delocalizzare ed esportare verso nuovi sbocchi commerciali.
Italia chiama Italia
