Importavano ingenti quantità di cocaina dalla Repubblica Dominicana all'Italia facendo tappa in Spagna i 15 componenti della gang "Los Bambinos" arrestati tra Trecate, Malpensa, Bologna e Venezia in un'operazione coordinata dalla Procura di Busto Arsizio e i Carabinieri di Vercelli. I risultati di questa importante operazione sono stati illustrati venerdì 19 settembre, dal Procuratore capo di Busto Arsizio Francesco Dettori, dal sostituto procuratore che ha diretto le indagini Giovanni Polizzi e dal maggiore dell'Arma Marco Bertossi nel corso di una conferenza stampa.
L'indagine, durata sei mesi, è stata svolta con l'ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali non prive di difficoltà a causa del particolare dialetto dominicano utilizzato nelle conversazioni da parte dei componenti del gruppo. In tre diverse occasioni i Carabinieri sono riusciti a sequestrare 1 kg di cocaina pura e, tramite l'arresto degli ovulatori, arrivare al vertice italiano della gang. Il traffico si svolgeva in diversi modi: punto di partenza era sempre la repubblica caraibica da dove partivano i carichi verso la Spagna. A fornire la cocaina era un grosso personaggio della malavita locale che vive a Santo Domingo.
La coca, trasportata in valigie fino alla Spagna, veniva poi suddivisa in ovuli e portata in Italia grazie agli ovulatori che inizalmente facevano scalo a Malpensa. Proprio dall'arresto di uno di questi e dalle sue rivelazioni è partita l'indagine che ha immediatamente coinvolto i carabinieri di Vercelli. Era l'ottobre 2007. La ricostruzione dell'organizzazione non è stata priva di difficoltà, come ha detto lo stesso sostituto procuratore Giovanni Polizzi, a causa dell'altissimo numero di conversazioni telefoniche da tradurre e trascrivere e per la facilità con cui la banda cambiava le utenze telefoniche. dalle intercettazioni sono emersi i due capi della banda, i fratelli Luisito Alexis e José Andrés Encarnaciòn Caba. Il secondo è ancora latitante. Presi, invece, altri 14 componenti del gruppo, tutti imparentati tra di loro tranne l'italiano Domenico Carpentieri, calabrese già arrestato in passato con 1,5 kg di cocaina.
Della banda facevano parte anche 4 donne, tutte legate sentimentalmente ai componenti maschili. dalle intercettazioni è emersa, inoltre, la consistenza globale del traffico di stupefacenti, infatti i capi si vantavano di aver introdotto in Italia almeno 50 kg di cocaina pura che al taglio ha fruttato diverse centinaia di migliaia di euro, se non addirittura milioni: «Difficile quantificare il giro d'affari - ha detto Polizzi - a causa dell'alto grado di purezza della cocaina che, poi, viene tagliata». Non provati ma ritenuti possibili i contatti con la 'Ndrangheta calabrese in quanto per uno di loro era aperto un fascicolo presso la Procura di Reggio Calabria.
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